L’Inter ha sempre vissuto di coppie. Gol condivisi, intese improvvise, sguardi che diventano assist: nella storia nerazzurra i duetti offensivi hanno spesso definito un’epoca. Oggi il testimone è nelle mani — anzi, nei piedi — della ThuLa: Lautaro Martínez, 164 gol e già quarto marcatore nerazzurro di sempre, e Marcus Thuram, il partner ideale per intensità, generosità e qualità. Ma prima di loro, la tradizione è stata ricchissima di storie, caratteri e leggende.
Ci sono state coppie di battaglia, come quella guidata da Benito Lorenzi, simbolo di un calcio duro, passionale, fatto di ceffoni dati e presi senza troppi fronzoli. Ci sono state coppie di velocità e fantasia, incarnate da Jair, uno capace di cambiare ritmo a una partita con una sola accelerazione. E poi i tandem che hanno riportato trofei: come Altobelli e Muraro, protagonisti dell’ultimo scudetto “made in Italy” prima degli anni della rivoluzione straniera.
Non tutte le coppie, però, hanno vissuto il tempo che meritavano. Emblematico il caso di Vieri e Ronaldo: due fuoriclasse assoluti che, tra infortuni e coincidenze, hanno condiviso pochissimo il campo, lasciando ai tifosi il rimpianto di quello che sarebbe potuto essere uno degli attacchi più forti della storia moderna del calcio.
Tra record, soprannomi e caratteri esplosivi, ogni duo ha aggiunto un tassello all’identità dell’Inter. E oggi la ThuLa si inserisce in questa tradizione, con la forza di chi non deve imitare nessuno ma solo continuare a scrivere la propria storia.



