Andy Diouf doveva essere uno dei rinforzi chiave del nuovo centrocampo dell’Inter, ma dopo tre mesi in nerazzurro il centrocampista francese è diventato un vero e proprio caso da 25 milioni.
Arrivato in estate dal Rennes per sostituire Manu Koné, obiettivo poi sfumato, il classe 2003 non è mai riuscito a imporsi nelle rotazioni di Cristian Chivu, accumulando appena 26 minuti in Serie A. Prestazioni timide, poca personalità e diversi errori grossolani hanno alimentato più di un dubbio ad Appiano Gentile, dove ora si valuta un prestito a gennaio per non bruciare del tutto l’investimento.
Un avvio da dimenticare
Diouf è finora uno dei giocatori meno utilizzati di tutta la rosa interista — penultimo per minutaggio, davanti soltanto a Darmian, fermo per infortunio.
All’esordio contro il Torino, il francese ha avuto subito un impatto negativo con due errori marchiani, e la stessa sensazione si è ripetuta contro la Cremonese, in un match già chiuso sul 4-0.
Il centrocampista è apparso leggero, spaesato e insicuro, ben lontano dal profilo fisico e dinamico che l’Inter cercava per il suo centrocampo.
Il contesto tattico e le difficoltà di ambientamento
Chivu ha provato a inserire Diouf in contesti “facili”, a risultato già acquisito, ma le risposte non sono state incoraggianti.
La sensazione, per ora, è che il ragazzo stia pagando un adattamento lento al calcio italiano e un contesto di grande pressione come San Siro, che non perdona esitazioni o timidezze.
All’Inter, Diouf era stato scelto per la sua capacità di rottura e progressione palla al piede, caratteristiche mostrate solo a tratti in Ligue 1, ma che non si sono ancora viste in Serie A.
Possibile addio a gennaio
A viale della Liberazione si comincia a ragionare su un prestito a gennaio, soluzione che permetterebbe al francese di crescere altrove e all’Inter di liberare spazio per un nuovo innesto a centrocampo.
Il nome in cima alla lista per sostituirlo sarebbe quello di Morten Frendrup del Genoa, giocatore dinamico e più pronto per la Serie A.
Un addio temporaneo, dunque, che farebbe bene a tutti:
- a Diouf, per trovare minuti e fiducia;
- a Chivu, che avrebbe una rosa più equilibrata;
- alla società, che non vuole deprezzare un investimento importante.
Il futuro
Diouf è ancora giovane e ha margini di crescita, ma il tempo comincia a stringere.
Tra ambientamento difficile, concorrenza interna e scelte tecniche che lo penalizzano, il suo primo anno in Italia rischia di trasformarsi in una stagione di transizione.
La gara contro il Verona potrebbe rappresentare una piccola occasione di riscatto. Ma se non arriveranno segnali concreti, a gennaio il francese potrebbe davvero salutare Milano.



