L’inizio di stagione di Yann Bisseck non è stato quello che il difensore tedesco immaginava. Dopo un’annata positiva e ricca di promesse, il centrale nerazzurro ha trovato finora pochissimo spazio con Cristian Chivu: solo 66 minuti complessivi nelle ultime sei partite, tutti concentrati nella sfida di Champions League contro lo Slavia Praga. In Serie A, invece, il suo impiego è stato ridotto ai minimi termini. Ma, nonostante le apparenze, il tecnico dell’Inter ha un piano preciso per lui.
Un avvio complicato
Dopo il debutto da titolare contro l’Udinese — prestazione macchiata da qualche incertezza, compreso l’episodio del gol di Atta — Bisseck ha collezionato quattro panchine consecutive. Solo in Europa ha ritrovato spazio, ma senza dare ancora la sensazione di essere pienamente inserito nelle rotazioni.
Eppure, Chivu e la dirigenza continuano a credere fortemente nel difensore classe 2000, tanto che in estate l’Inter ha rifiutato un’offerta superiore ai 30 milioni dal Crystal Palace, pur di trattenerlo a Milano. Una scelta che testimonia la fiducia nel suo potenziale e nelle sue doti di duttilità tattica.
La duttilità come arma
In questa prima parte di stagione, solo Zielinski, Diouf e Darmian hanno giocato meno minuti di Bisseck. Ma il tedesco ha una qualità che lo distingue dagli altri: la capacità di adattarsi a più ruoli nella linea difensiva.
Chivu lo considera non solo un’alternativa a Akanji sul centrodestra, ma anche una possibile opzione centrale, in prospettiva del futuro. L’Inter dovrà infatti gestire l’inevitabile cambio generazionale in difesa, con Acerbi e De Vrij destinati a lasciare il gruppo nella prossima stagione.
Ecco perché il tecnico nerazzurro sta lavorando per inserire gradualmente Bisseck in un contesto tattico nuovo, più offensivo e rischioso ma anche più moderno.
Il piano di Chivu
Tra le idee tattiche di Chivu c’è quella di alzare ulteriormente la linea difensiva — già portata in avanti di 6-7 metri rispetto alla scorsa stagione — per rendere la squadra più aggressiva e padrona del campo.Un concetto che richiama, per certi versi, lo stile Hansi Flick al Barcellona: pressing alto, costruzione dal basso e coraggio nel mantenere la difesa avanzata. In questo contesto, Bisseck è il difensore che tiene la linea più alta, mostrando sicurezza e personalità nei duelli e nella lettura delle uscite.
Il tecnico rumeno ha già testato queste situazioni ad Appiano Gentile, convinto che il tedesco possa diventare una pedina fondamentale per il futuro della retroguardia nerazzurra.
L’obiettivo: tornare protagonista
Per ora, i numeri raccontano un giocatore in ombra: 19 minuti di media a partita, un dato troppo basso per un talento di prospettiva come lui. Ma l’Inter non intende disperdere il suo potenziale.
Nelle prossime settimane, con gli impegni ravvicinati tra campionato e Champions, Chivu potrebbe concedergli nuove opportunità per tornare protagonista. E Bisseck, dal canto suo, ha voglia di riprendersi spazio e fiducia, confermando quanto di buono fatto vedere lo scorso anno: 27 presenze in Serie A e oltre 1.600 minuti giocati.
La rinascita del difensore tedesco passa da qui: dalla pazienza, dalla fiducia del suo allenatore e da un piano preciso per farlo tornare al centro del progetto.



