L’Inter di Cristian Chivu ha riscoperto una parola che negli ultimi anni sembrava dimenticata: resilienza. Dopo le cinque reti subite a Monaco, i nerazzurri hanno reagito con forza, ritrovando gioco, identità e spirito. Il tecnico rumeno ha costruito un gruppo capace di rialzarsi subito, come dimostrato dal successo contro la Roma, frutto del lavoro e del nuovo approccio. Chivu lo ha detto chiaramente: “Sono fiero di questi ragazzi, si sono lasciati alle spalle l’ultima stagione”. Da quella consapevolezza nasce un’Inter più matura, capace di rigenerarsi e guardare avanti.
Verticalità e uomini rinati: Barella e Dimarco simboli del progetto
Il primo pilastro del Chivu-pensiero è il gioco verticale. I nerazzurri costruiscono più alti, con un baricentro alzato di circa otto metri rispetto all’anno scorso. Il gol di Bonny contro la Roma è l’esempio perfetto: un lancio lungo di Barella, che ha ritrovato fiducia e lucidità, e l’inserimento preciso del giovane francese. Il centrocampista azzurro è tornato ai suoi livelli migliori, con 52 palloni toccati, 31 passaggi riusciti e 7 contrasti vinti nella sfida contro i giallorossi. Anche Dimarco ha ritrovato continuità e incisività: due gol e tre assist in nove partite, oltre a un minutaggio crescente che testimonia la fiducia di Chivu. Due leader rigenerati che incarnano la nuova anima interista.
Difesa blindata e solidità mentale
Il terzo pilastro riguarda la fase difensiva, tornata un muro difficile da scalfire. Dopo i quattro gol subiti contro la Juventus, l’Inter ha chiuso la porta agli avversari: due reti incassate in quattro partite di campionato e due clean sheet in Champions. Sommer, Martinez e Akanji si sono rivelati fondamentali per garantire equilibrio e solidità. L’abbraccio collettivo di Chivu con la squadra dopo la sesta vittoria consecutiva è l’immagine perfetta del momento: un gruppo unito, solido e consapevole dei propri mezzi. L’Inter ha imparato a ripartire, e questa volta sembra non voler più voltarsi indietro.



