Inter, Frattesi verso l’addio: costi, tempi e le ipotesi tra Serie A e Premier

Separazione sì, resta solo da capire quando. L’Inter e Davide Frattesi hanno ormai preso atto che il loro percorso comune è arrivato al capolinea: il nodo non è più il “se”, ma il “quando”. Il centrocampista ex Sassuolo sta vivendo il momento più complicato da quando è arrivato a Milano e il suo ruolo ai margini delle rotazioni di Cristian Chivu ha accelerato un processo che appare ormai inevitabile.

La stagione di Frattesi è stata fin qui deludente e, soprattutto, anomala. Solo pochi mesi fa era uno degli uomini copertina dell’Inter europea, decisivo nelle notti di Champions contro Bayern Monaco e Barcellona. Chivu ha provato a stimolarlo e a proteggerlo, ma la risposta sul campo non è arrivata. L’ultimo vero acuto resta proprio il gol pesantissimo ai blaugrana in semifinale di Champions; da lì in poi, poco o nulla, eccezion fatta per un paio di assist nel 5-1 di Coppa Italia contro il Venezia. Tra problemi fisici e continuità mai trovata, la sensazione è che il feeling con l’ambiente nerazzurro si sia progressivamente logorato.

La linea è condivisa da club e giocatore: meglio separarsi. Rispetto alla scorsa estate, però, cambiano i parametri. Dodici mesi fa l’Inter respingeva gli assalti di Roma, Napoli e Juve fissando un prezzo altissimo per le dirette concorrenti, 40 milioni o niente, e mostrando maggiore apertura solo verso i giallorossi, poi frenati dal Fair Play Finanziario. Oggi il contesto è diverso: Frattesi non è più un titolare aggiunto e la sua valutazione è inevitabilmente scesa. La cifra giusta per chiudere l’operazione si aggira intorno ai 30 milioni, una somma che permetterebbe comunque all’Inter di non fare minusvalenza dopo l’investimento da circa 35 milioni al Sassuolo.

Una cosa è certa: l’Inter vuole solo una cessione a titolo definitivo. Nessun prestito secco o formule creative per rilanciare il giocatore altrove. Al massimo si può discutere di un obbligo di riscatto, ma l’obiettivo resta monetizzare subito. Da qui nasce anche il tema delle tempistiche. Gennaio sarebbe la soluzione ideale per tutti: l’Inter incasserebbe immediatamente, Frattesi ritroverebbe spazio e centralità, il club acquirente avrebbe un rinforzo pronto. I conti, però, complicano i piani.

Napoli e Roma devono fare i conti con bilanci in affanno, la Juventus arriva da sessioni di mercato molto dispendiose e difficilmente potrà muoversi senza incastri o contropartite. In Premier League il Newcastle resta una pista concreta, ma per Frattesi l’ipotesi estera non è la priorità: con un Mondiale alle porte, il centrocampista vorrebbe continuità immediata e un contesto già conosciuto, evitando i rischi di adattamento.

Ecco perché, realisticamente, l’addio sembra più probabile a giugno che non a gennaio. A meno di offerte improvvise o di operazioni complesse, come un possibile scambio che riporterebbe d’attualità la Juventus, magari con il nome di uno dei fratelli Thuram sul tavolo. Per ora, l’unica certezza è che la storia tra Frattesi e l’Inter è finita. Resta solo da scrivere l’ultimo capitolo.

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