Momenti di tensione nel secondo tempo di Inter-Cremonese. Al 54’ Cristian Chivu ha deciso di richiamare in panchina Denzel Dumfries, sostituito da Luis Henrique, e l’esterno olandese non l’ha presa bene. Uscita lenta, pugno leggero al pallone e un’espressione contrariata mentre percorreva la fascia verso la panchina. L’olandese si è poi accomodato accanto ai compagni senza neanche vedere il terzo gol firmato da Dimarco, arrivato poco dopo.
Il gesto e la reazione di Chivu
Quando il tabellone luminoso ha segnalato il numero 2, Dumfries ha abbassato lo sguardo, visibilmente contrariato. Ha attraversato metà campo lentamente, sfogando la sua delusione con un colpo al pallone prima di sedersi in panchina.
A fine gara, Chivu ha preferito spegnere sul nascere ogni polemica, commentando l’episodio con leggerezza:
> “Ieri gli ho detto che voglio dei giocatori incazzati. Scherzi a parte, non so se fosse arrabbiato o meno. Ci siamo stretti la mano dopo la partita, gli ho fatto anche un paio di battute. È andato via con una borsa piena di maglie dell’Inter, gli ho chiesto cosa ci facesse”.
Poi, intervenuto ai microfoni di DAZN, l’allenatore nerazzurro ha rincarato con ironia e pragmatismo:
> “Fa bene a essere incazzato. Quando uno viene sostituito deve arrabbiarsi col mondo, con chi vuole. Denzel è un ragazzo straordinario, un pugno al pallone non significa niente. È importante per noi, per l’Olanda e per il calcio. Sono felice di lui, ma può dare ancora di più”.
Clima sereno, ma il messaggio è chiaro
Nessuna tensione interna, dunque, ma un segnale chiaro del tecnico all’intero gruppo: voglia, fame e determinazione anche nei momenti difficili. Dumfries resta un punto fermo dell’Inter, ma la competizione interna sugli esterni è più viva che mai.



