Nella notte di San Siro contro l’Arsenal, l’Inter ha riempito la valigia di rimpianti ma soprattutto ha sbattuto ancora una volta contro limiti ormai evidenti nei big match. I nerazzurri hanno mostrato coraggio e personalità, almeno a tratti, ma la sfida con una delle squadre più forti d’Europa ha amplificato difetti già visti: corsia destra fragile e un portiere meno risolutivo rispetto al passato.
Luis Henrique non convince: a destra l’Inter soffre
L’assenza di Dumfries continua a pesare. Contro avversari di livello, la fascia destra resta un punto critico: Luis Henrique non riesce a garantire né spinta né solidità e nel match con l’Arsenal commette anche un errore chiave, tenendo in gioco gli avversari sull’azione dell’1-0. Con l’Inter che finisce spesso per sbilanciarsi a sinistra, diventa difficile reggere l’urto quando la partita sale di intensità.
Il rientro di Dumfries è atteso, ma i tempi non sembrano immediati e il club valuta anche soluzioni di mercato per ridurre un’emergenza che rischia di incidere nel momento decisivo della stagione.
Sommer, segnali di calo: l’età pesa
Anche Yann Sommer è finito sotto la lente. Il portiere svizzero, protagonista in passato di parate decisive, appare meno reattivo nei momenti chiave: in particolare soffre sulle palle inattive e non riesce più a “salvare” l’Inter come in altre serate europee. Il gol subito su corner e l’episodio del tiro di Gyökeres hanno alimentato la sensazione di un calo fisico e di brillantezza.
In prospettiva, l’Inter ragiona sul futuro tra i pali: da qui a fine stagione potrebbe crescere lo spazio per il vice, ma in estate la società è pronta a muoversi per un profilo di alto livello.
Una lezione europea per Chivu
Il ko con l’Arsenal conferma che, per competere stabilmente a queste altezze, servono certezze in due zone decisive: la corsia destra e la porta. In Champions, ogni dettaglio pesa e l’Inter, tra errori individuali e fragilità strutturali, paga ancora il prezzo più alto proprio nelle notti più importanti.



