Federico Dimarco è l’unico vero insostituibile dell’Inter in questo momento. Lasciarlo fuori dall’undici iniziale si è rivelato un errore: appena entrato in campo, l’esterno nerazzurro ha ribaltato l’inerzia della gara contro il Pisa, diventando il riferimento di quasi tutte le azioni decisive.
Senza Dimarco, l’Inter perde la sua principale fonte di pericolosità: la fascia sinistra. In particolare sui calci piazzati, l’assenza del numero 32 si avverte ancora di più: con Calhanoglu fuori, rinunciare anche a Dimarco significa ridurre drasticamente qualità e precisione da corner e punizioni laterali.
Entrato al 34’ del primo tempo sullo 0-2, Dimarco ha cambiato ritmo e ampiezza all’attacco nerazzurro. La prima palla toccata è già un’occasione, con Scuffet costretto alla grande parata. Da lì in avanti, l’Inter inizia a spingere con continuità a sinistra e arriva l’azione che porta al rigore. Subito dopo, un suo cross genera il pareggio firmato da Lautaro.
La sua presenza “libera” anche Bastoni: con Dimarco davanti, il difensore si sente più sicuro nello sganciarsi e nel sovrapporsi, e non è un caso se una delle reti successive nasce ancora da una giocata sviluppata sulla corsia mancina.
Nella ripresa Dimarco continua a essere il motore dell’Inter: cross pericolosi, conclusioni, palloni lavorati dentro l’area e una partecipazione costante alla manovra. Il suo contributo non è solo offensivo: nel secondo tempo si fa notare anche per interventi difensivi puliti e tempestivi, smentendo chi lo considera un esterno “solo” di spinta.
Nel finale, la sua qualità torna decisiva anche sugli ultimi gol: verticalizzazioni, corner e rifiniture che alimentano l’assalto nerazzurro fino al punteggio largo. Numeri alla mano, il suo bottino stagionale (5 gol e 8 assist) conferma un impatto da attaccante aggiunto.
Dimarco non è una sorpresa: da anni è una delle armi più importanti dell’Inter, per produzione offensiva e intensità. La scelta di farlo riposare contro il Pisa è stata una mossa rischiosa, ma l’ingresso in campo ha rimesso subito le cose a posto: quando c’è Dimarco, l’Inter cambia volto.



