Chi se lo dimentica il 22 aprile 2024? Il derby Milan-Inter finì 1-2 e consegnò ai nerazzurri la seconda stella: un simbolo, una notte storica, la fotografia perfetta dell’Inter campione d’Italia di Simone Inzaghi. Oggi, a oltre 600 giorni da quel giorno, l’Inter è tornata di nuovo in vetta alla Serie A. Ma con Cristian Chivu in panchina, numeri e identità raccontano una storia diversa.
Due Inter in testa, ma non identiche
Dopo 15 giornate l’Inter è prima anche adesso, ma rispetto alla stagione 2023/24 i dati sono leggermente peggiori: i punti sono 5 in meno e le sconfitte sono aumentate, segnale che la continuità non è ancora quella della squadra che dominò lo scudetto.
Sul fronte offensivo, invece, la differenza è minima: i gol segnati sono simili (34 oggi contro 37 allora). Il vero salto negativo arriva dietro: le reti subite sono raddoppiate (da 7 a 14). Tradotto: l’Inter di Chivu segna quasi quanto quella di Inzaghi, ma concede molto di più.
Più occasioni create, meno cinismo sotto porta
Il dato più curioso riguarda la produzione offensiva. L’Inter di Inzaghi era una macchina di efficienza: creava “meno” ma trasformava di più. Quella di Chivu costruisce tante occasioni nitide, però finalizza peggio.
In pratica: oggi l’Inter genera più grandi occasioni a partita, ma segna leggermente meno. E questo abbassa la percentuale realizzativa, che risulta molto più bassa rispetto al 2023/24. Un dettaglio che pesa: se una squadra crea tanto ma non chiude le partite, rischia di rimanere esposta a episodi e rimonte.
La svolta di Chivu: difesa alta e più spinta dai centrali
Chivu ha portato un’impronta tattica chiara: linea difensiva più alta e atteggiamento più aggressivo. La conseguenza è doppia. Da un lato cresce la capacità di recuperare palla e alzare la pressione, con più fuorigioco provocati rispetto alla passata versione. Dall’altro, aumenta il rischio dietro e si spiega (almeno in parte) il dato sui gol subiti.
C’è anche un segnale positivo: i difensori partecipano di più alla fase offensiva e l’Inter continua a trovare gol dalla retroguardia, una risorsa importante nella corsa ai vertici.
La sintesi del confronto
Il confronto tra l’Inter scudettata e quella attuale si può riassumere così:
- Chivu deve registrare la fase difensiva, perché oggi l’Inter concede troppo rispetto ai campioni del 2024.
- Se aumenta il cinismo sotto porta, questa squadra può persino migliorare la produzione offensiva rispetto all’Inter di Inzaghi.
Se poi il traguardo finale fosse lo stesso del 2024, a San Siro non ci sarebbero discussioni: cambiano i numeri, cambiano le strade, ma conta sempre una cosa sola. Vincere.



