Inter, debutto da applausi per Pio Esposito: tanto lavoro, zero tiri ma tutti pazzi di lui

Pio Esposito ha dimostrato che un attaccante può essere decisivo anche senza calciare in porta. Nel suo debutto in Champions League con l’Inter, il giovane centravanti ha impressionato per corsa, sacrificio e intelligenza tattica.Sponde, duelli vinti, palloni recuperati e passaggi decisivi: questo il suo biglietto da visita. Nonostante un piccolo errore in appoggio, subito rimediato con grinta, Esposito ha confermato di avere lo spirito giusto per il grande palcoscenico.I numeri lo premiano: con 11,679 km percorsi è stato il giocatore che ha corso di più in campo, superando anche Calhanoglu e Bastoni. Non ha trovato il gol, ma ha messo in porta Thuram e Dumfries, conquistando falli e aprendo spazi fondamentali. Dimarco lo ha premiato con un 7,5 in pagella, Thuram lo ha elogiato apertamente e Chivu ha ribadito: “Uno come lui si merita di stare in questa squadra”.Il finale ha regalato anche un siparietto con il fratello Sebastiano, che lo ha chiamato in diretta su Prime Video: “Ha fatto una grande partita, ma ora deve segnare…”. Seba, esordiente più giovane dell’Inter in Champions nel 2019, gli ha ricordato i suoi record. Pio, invece, è già il terzo più giovane titolare nella massima competizione, dopo Balotelli e Santon.Dopo aver segnato al Mondiale per Club contro il River Plate e servito due assist ad Amsterdam, il prossimo passo è chiaro: trasformare tutto questo lavoro in un gol.

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