Cristian Chivu ha deciso di mettere da parte i panni del ribelle per affidarsi alla continuità. L’allenatore romeno dell’Inter ha infatti scelto di non stravolgere il modulo ereditato da Simone Inzaghi, continuando a puntare sul 3-5-2 che ha caratterizzato le ultime stagioni dei nerazzurri. Dopo un avvio complicato, le due vittorie consecutive hanno riportato serenità, ma la sensazione è che la rivoluzione tattica promessa a inizio anno sia per ora rimandata.
Inter, Chivu resta sul solco di Inzaghi
Il nuovo tecnico ha inizialmente accarezzato l’idea di cambiare filosofia, ma la realtà del mercato e l’assenza di rinforzi specifici lo hanno portato a restare fedele allo schema consolidato. La mancanza di un centrocampista fisico, come Manu Koné (grande obiettivo mancato in estate), ha impedito il passaggio a un centrocampo a due. Allo stesso modo, l’assenza di un trequartista o di esterni con cambio di passo come Lookman ha bloccato i piani per un’Inter più offensiva e verticale.
Evoluzione, non rivoluzione
Nonostante la scelta conservativa, qualche novità è evidente. Chivu ha introdotto un pressing più alto e moderno e una maggiore ricerca della verticalità, ma i vecchi difetti della squadra restano, soprattutto in fase difensiva. Akanji si è inserito subito con autorevolezza nella retroguardia, mentre Sucic rappresenta la novità più fresca a centrocampo, pur con compiti simili a quelli di Mkhitaryan. In attacco, alle spalle della coppia Thuram-Lautaro, iniziano a intravedersi segnali positivi da Bonny e Pio Esposito, giovani che potrebbero garantire un futuro più dinamico.
Chivu: pragmatismo e concretezza
Lo stesso Chivu lo ha spiegato chiaramente: «Questa squadra ha fatto tante cose buone negli ultimi anni: non voglio toglierle, voglio solo eliminare qualche difetto». Dopo i ko contro Udinese e Juventus, il tecnico ha puntato su pragmatismo e concretezza, ottenendo risposte incoraggianti contro Ajax e Sassuolo, pur con qualche rischio nel finale.
Inter, obiettivo Conte come modello
Il percorso resta però a metà. Chivu non è ancora riuscito a marcare una netta differenza rispetto al ciclo di Inzaghi. La sua Inter è ancora in fase di transizione e guarda al passato per ritrovare certezze. Il modello resta Antonio Conte, che nel 2021 portò lo scudetto a Milano dopo un avvio difficile, dimostrando che concretezza e solidità possono ribaltare una stagione. Per il tecnico romeno, la sfida sarà riuscire a unire l’eredità di Inzaghi con un progetto di gioco più ambizioso.



