L’Inter non ha battuto il Napoli nello scontro diretto, ma ha difeso il primato e, soprattutto, ha lasciato gli azzurri a -4. Un pareggio che pesa meno di quanto racconti la pancia: i nerazzurri restano primi, con un margine di vantaggio importante sulla seconda e con il recupero col Lecce pronto a diventare un passaggio chiave di questa fase di stagione.
Il tema che continua a far discutere, però, è un altro: il rendimento negli scontri diretti. Il dato è chiaro e, storicamente, spesso decisivo nella corsa al titolo. Proprio per questo Cristian Chivu sta lavorando su due binari: mantenere la solidità contro le squadre di medio-bassa classifica (dove l’Inter fin qui ha quasi sempre fatto il suo) e alzare la soglia di attenzione nei match più pesanti.
Riposo a sorpresa: la scelta di Chivu
Alla vigilia della gara di campionato, Chivu ha preso una decisione in controtendenza con le abitudini italiane: giorno libero e niente allenamento. La squadra tornerà ad Appiano Gentile direttamente la mattina successiva, con una seduta leggera di risveglio e le consuete riunioni tattiche prima del trasferimento a San Siro.
Una scelta che nasce da un’esigenza precisa: scaricare la pressione e la stanchezza mentale dopo una partita intensa come quella contro il Napoli. Chivu ha apprezzato l’atteggiamento della squadra per personalità e applicazione, pur evidenziando gli errori che hanno permesso agli avversari di colpire e rientrare in partita.
Calendario favorevole: l’Inter vuole accelerare
Da qui alle prossime settimane, il calendario può diventare un alleato: l’Inter affronterà una serie di partite sulla carta più “gestibili”, con l’obiettivo di presentarsi allo scontro con la Juventus con un vantaggio ancora più ampio. In questa fase, la continuità contro le squadre non di vertice può fare la differenza quanto (e più) degli scontri diretti.
Rotazioni e dubbi: Chivu cambia qualcosa
Con un calendario fitto, Chivu prepara anche rotazioni mirate. In particolare attenzione alle condizioni di Calhanoglu, con una possibile gestione prudente e un centrocampo rimescolato. Attesi altri cambi tra difesa e attacco, dove potrebbe esserci spazio per alternative ai titolarissimi, senza perdere equilibrio e intensità.
L’idea è chiara: gestire energie e testa, evitare cali e trasformare questa fase in una mini-volata. Il riposo concesso da Chivu non è una “pausa”: è parte di un piano per arrivare lucidi al momento in cui la stagione si decide davvero.



