L’Inter si prepara alla notte di Champions contro l’Arsenal, una delle squadre più in forma d’Europa. I numeri dei Gunners fanno impressione tra tutte le competizioni: tanti gol segnati, pochissimi subiti e un rendimento europeo quasi perfetto. Per Cristian Chivu, però, la partita non è impossibile: serve una gara “da Inter”, lucida e sporca quando serve, con un piano chiaro per limitare i punti di forza di Mikel Arteta.
1) Stop ai calci piazzati: il primo allarme
Il pericolo numero uno è sulle palle inattive. L’Arsenal costruisce una fetta enorme dei suoi gol tra rigori, corner e punizioni: schemi ripetuti, blocchi in area e grande fisicità per attaccare il primo palo. L’Inter dovrà difendere con attenzione assoluta: marcature aggressive, protezione dell’area piccola e massima concentrazione sulle seconde palle, dove spesso nasce il vero vantaggio.
2) Possesso “concesso”, ma senza verticalità
Arteta ama comandare il gioco e far girare palla a ritmo alto. L’Inter potrebbe anche accettare di lasciare il pallino agli inglesi, a patto di chiudere le linee interne e impedire le imbucate. L’obiettivo è “sterilizzare” il possesso e poi colpire quando si apre spazio: transizioni rapide, attacchi diretti e scelta giusta dell’ultimo passaggio.
3) La chiave è il centrocampo: serve una prova totale
L’Arsenal non vive solo di un bomber: porta gol con tanti uomini, dagli esterni fino ai centrocampisti. Per questo l’Inter non può limitarsi a controllare un singolo: deve vincere la zona centrale, dove i Gunners costruiscono ritmo e superiorità. Senza Calhanoglu, serviranno qualità e corsa da parte di Zielinski, Barella e compagni, per reggere pressione, uscire puliti e far respirare la squadra.
In sintesi, il piano di Chivu passa da tre concetti: attenzione massima sui piazzati, gestione intelligente del possesso avversario e dominio (o almeno equilibrio) in mezzo al campo. Se l’Inter riuscirà a eseguire queste mosse, può davvero mettere in difficoltà l’Arsenal e fare un passo pesante verso la qualificazione.



