Il weekend di campionato regala all’Inter una boccata d’ossigeno e, soprattutto, un cambio di prospettiva in vista della Champions League. Il +10 in Serie A non chiude i giochi, ma permette a Cristian Chivu di affrontare la settimana europea con un margine psicologico diverso: meno ansia da risultato immediato e più lucidità nella gestione delle energie.
Il problema, però, resta enorme: la rimonta contro il Bodo/Glimt è una montagna da scalare. Il passivo maturato in Norvegia pesa, e non solo sul tabellino. L’Inter ha poco tempo per recuperare, arriva da giorni intensi e con diversi uomini non al meglio. In più, l’avversario ha dimostrato di saper fare male anche lontano da casa: il Bodo non è “forte solo in casa”, e su un campo veloce e tecnico ha già messo in difficoltà squadre importanti.
Proprio per questo Chivu ha lavorato su un approccio più pragmatico: la classifica in campionato consente di non vivere la Champions come un percorso “dispendioso e soffocante” sotto l’aspetto mentale. Tradotto: l’Inter può preparare la partita con un piano chiaro, senza dover inseguire l’emergenza a ogni costo.
Sul fronte squadra, arrivano indicazioni importanti. Rispetto alla gara di campionato, Barella torna disponibile, una notizia pesante per intensità e qualità. Dumfries è rientrato parzialmente in gruppo e la sensazione è che possa tornare tra i convocati, anche se non necessariamente dall’inizio: la gestione resta prudente. Più complicata invece la situazione Calhanoglu, che ha svolto solo una parte dell’allenamento con i compagni: il suo rientro immediato appare difficile e si guarda con più ottimismo al prossimo impegno di campionato.
In attacco resta un rebus: l’assenza di Lautaro cambia gli equilibri e spinge Chivu a confermare la soluzione più diretta, con Thuram ed Esposito come coppia di riferimento. A centrocampo, spazio alle certezze: Zielinski viene considerato un punto fermo, mentre Mkhitaryan può ritrovare minuti e fiducia dopo i segnali mostrati nell’ultima uscita. In difesa, il ritorno di Akanji dal primo minuto dà un’opzione in più, con Bastoni pronto a guidare il reparto e a prendersi l’applauso del pubblico.
Ora la parola passa al campo: con un vantaggio in campionato che alleggerisce la pressione, l’Inter prova a giocarsi tutto in Champions con più equilibrio. La rimonta resta difficilissima, ma lo scenario è cambiato: meno paura, più gestione… e un’unica priorità, trovare il modo di ribaltarla.



