Il capitano dell’Australia di Coppa Davis, Lleyton Hewitt, è stato sospeso per due settimane dall’Itia (International Tennis Integrity Agency) dopo l’episodio avvenuto al termine della semifinale di Malaga 2024, persa contro l’Italia. L’ex numero uno del mondo, oggi 44enne, avrebbe spintonato e insultato un volontario antidoping di 60 anni. Oltre alla sospensione, Hewitt è stato multato di 30.000 dollari australiani.
La difesa di Hewitt
Il due volte campione Slam ha respinto tutte le accuse, sostenendo di aver agito per legittima difesa. Tuttavia, il tribunale indipendente incaricato del caso ha ritenuto che il suo comportamento non soddisfacesse i requisiti di legittima difesa, definendolo “non ragionevole e sproporzionato”.
La decisione del tribunale
La squalifica decorrerà dal 24 settembre al 7 ottobre, con l’obiettivo di non compromettere eccessivamente il suo ruolo di capitano nella Coppa Davis e consentirgli la possibilità di presentare ricorso. Durante questo periodo, Hewitt non potrà partecipare ad alcuna attività collegata al tennis: allenamenti, ruoli di mentoring, capitaneria o altre funzioni ufficiali.
La posizione dell’Itia
Karen Moorhouse, CEO dell’Itia, ha sottolineato: “Il personale antidoping svolge un ruolo fondamentale per l’integrità del tennis e deve poter operare senza timore di contatti fisici. In questo caso il limite è stato chiaramente oltrepassato e non potevamo fare altro che intervenire”.
Il caso rimane aperto: Hewitt potrà presentare appello, ma la condanna per condotta offensiva resta una macchia pesante sul suo ruolo di capitano della nazionale australiana.



