Lewis Hamilton accende il dibattito tecnico in Formula 1 dopo le qualifiche del GP d’Australia 2026. Il pilota Ferrari, commentando il netto vantaggio mostrato da Mercedes a Melbourne, ha espresso forti dubbi sull’origine della superiorità delle Frecce d’Argento, puntando l’attenzione sul rapporto di compressione del motore V6.
Dopo il risultato delle qualifiche, Hamilton ha parlato senza giri di parole: se il vantaggio Mercedes dovesse dipendere esclusivamente da una migliore efficienza tecnica nella zona grigia del regolamento, sarebbe per lui un tema delicato anche per la FIA. Il ferrarista ha spiegato di augurarsi che la differenza sia legata soltanto alla potenza pura, perché in caso contrario resterebbe deluso dal fatto che una situazione del genere sia stata consentita.
Le parole del sette volte campione del mondo arrivano dopo un sabato che ha visto George Russell dominare la scena, infliggendo un gap pesante ai rivali. Un distacco che, secondo Hamilton, non può essere sottovalutato: se dovesse restare simile anche nelle prossime gare, il rischio sarebbe quello di compromettere l’equilibrio del Mondiale già nelle sue fasi iniziali.
Al centro della discussione c’è il tema del rapporto di compressione delle power unit 2026. Si tratta di un parametro fondamentale per il rendimento del motore a combustione interna, regolato da un limite tecnico preciso. La controversia nasce dal fatto che, fino alle ultime modifiche, la verifica veniva effettuata a temperatura ambiente. In queste condizioni, secondo le interpretazioni emerse nel paddock, alcuni costruttori avrebbero potuto sfruttare una zona di ambiguità regolamentare e ottenere un vantaggio prestazionale una volta che il propulsore entrava nella reale temperatura di esercizio.
Proprio per evitare polemiche e possibili squilibri, la FIA è intervenuta con un aggiornamento del regolamento tecnico 2026. Le modifiche, approvate dai costruttori e dagli organi competenti, prevedono una fase transitoria: fino al 31 maggio 2026, il limite del rapporto di compressione continuerà a essere misurato soltanto a freddo, cioè a temperatura ambiente.
La vera novità scatterà però dal 1° giugno 2026, quando il controllo verrà effettuato sia a freddo sia a caldo, con riferimento a una temperatura operativa di 130°C. Dal 2027, invece, la misurazione a 130°C diventerà l’unico standard previsto. Un compromesso che, secondo Hamilton, arriva però troppo tardi per questa stagione.
Il pilota Ferrari ha infatti sottolineato come aspettare diverse gare prima dell’introduzione del nuovo metodo di verifica possa incidere pesantemente sulla classifica. In un campionato così equilibrato, perdere terreno in qualifica e in gara per settimane può trasformarsi in un handicap difficile da recuperare.
Le dichiarazioni di Hamilton riaprono così il confronto tra Ferrari, Mercedes, Red Bull e McLaren in avvio di stagione, con il tema tecnico del motore che torna centrale nel dibattito mondiale. A Melbourne la pista ha dato un primo segnale forte, ma ora l’attenzione si sposta sulla risposta della Ferrari e sugli effetti concreti delle nuove direttive FIA nelle prossime tappe del campionato.



