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    Grosso, l’anno all’Inter da campione del mondo: debutto difficile, poi scudetto e addio. 35 presenze e due trofei nel 2006/07

    Fabio Grosso e l’Inter: un matrimonio breve, ma vincente. L’attuale allenatore del Sassuolo ha vestito la maglia nerazzurra soltanto nella stagione 2006/07, eppure in un anno ha lasciato un segno chiaro: Scudetto e Supercoppa Italiana, prima di salutare e ripartire. Una storia in stile “arrivo, vinco e vado via”, con un debutto complicato e un finale da protagonista in un’Inter dominante.

    Dalla magia di Berlino all’Inter: l’intuizione di Moratti

    Grosso arrivò a Milano nell’estate successiva al Mondiale 2006, quello del rigore decisivo in finale. Fu un’operazione fortemente voluta da Massimo Moratti, che puntò sul terzino allora al Palermo e lo portò in nerazzurro per circa 6,5 milioni. Un acquisto inserito in un mercato molto particolare, segnato dal post Calciopoli e da una Serie A rivoluzionata.

    “I fantastici sette” e la Supercoppa: l’esordio ufficiale contro la Roma

    In quell’estate l’Inter costruì un gruppo di nuovi innesti presentati come “i fantastici sette”, con nomi di peso e un progetto chiarissimo: dominare in Italia. Grosso fece il suo debutto ufficiale il 26 agosto 2006 nella Supercoppa Italiana contro la Roma: partita pazza, vinta 4-3 in rimonta dopo essere stata sotto di tre gol.

    Il “5” in pagella al debutto: partenza in salita

    Nonostante la vittoria, l’esordio di Grosso non fu brillante: la prestazione fu giudicata insufficiente e arrivò anche un voto basso in pagella. Un avvio timido e un po’ impacciato, con un episodio difensivo che gli costò critiche e lo accompagnò nelle prime settimane.

    La stagione dell’Inter dominante: 97 punti e Scudetto

    Col tempo, però, Grosso trovò spazio e continuità. Chiuse l’annata con 35 presenze complessive e 3 gol, contribuendo a un’Inter che travolse il campionato: 97 punti, 30 vittorie, 7 pareggi e una sola sconfitta. Un dominio totale, culminato con lo Scudetto (oltre alla Supercoppa già messa in bacheca).

    I tre gol nerazzurri arrivarono contro Cagliari, Catania ed Empoli, a certificare una stagione in crescita dopo l’inizio difficile.

    Coppa Italia e Champions: finale persa e uscita agli ottavi

    Non tutto fu perfetto: l’Inter perse la finale di Coppa Italia contro la Roma e in Champions League uscì agli ottavi in un confronto rimasto famoso per il finale rovente e la maxi rissa dopo il match di ritorno. Grosso giocò uno spezzone, assistendo da vicino a minuti di tensione che entrarono nella storia di quella competizione.

    L’addio e la nuova sfida da allenatore

    L’ultima presenza nerazzurra di Grosso risale al 20 maggio 2007 (Atalanta-Inter), poi l’addio: lasciò Milano per trasferirsi al Lione, dove vinse altri trofei. Oggi, da allenatore, si ritrova spesso a incrociare il suo passato: e ogni volta torna a galla quella stagione unica, breve, ma piena di successi.

    In sintesi: l’esperienza di Grosso all’Inter è stata un concentrato di emozioni — debutto in salita, crescita, due trofei e addio — una parentesi da “veni, vidi, vici” dentro un’annata storica per il club nerazzurro.

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