Gimenez, la pazienza è finita: Allegri valuta nuove soluzioni per un Milan senza gol

Il digiuno di Santiago Gimenez è diventato ormai un caso in casa Milan. Dopo otto giornate di campionato, il centravanti messicano è ancora a secco: zero gol in Serie A, nonostante una maglia da titolare in sette partite e l’assenza prolungata di diversi compagni d’attacco. L’unica rete stagionale resta quella segnata al Lecce in Coppa Italia — troppo poco per un giocatore arrivato con l’etichetta di bomber implacabile dal Feyenoord, dove aveva messo insieme 65 gol in due stagioni.

Le aspettative erano altissime, ma finora il Bebote non è riuscito a confermarsi. Le prestazioni contro Juventus e Fiorentina avevano mostrato segnali di crescita, ma il passo indietro con il Pisa ha riacceso le perplessità. Massimiliano Allegri, dalla panchina, ha provato a scuoterlo più volte (“Santi, svegliati!”), senza ottenere la reazione sperata.

Le mosse di Allegri per l’Atalanta

Il tecnico rossonero valuta ora nuove soluzioni offensive per la sfida contro l’Atalanta. Con Pulisic ancora indisponibile, Allegri potrebbe dare spazio a Nkunku accanto a Leao, o schierare una versione più prudente con Saelemaekers alle spalle del portoghese. In alternativa, l’allenatore potrebbe rilanciare Loftus-Cheek, rientrante e potenzialmente impiegabile anche sotto punta.Gimenez, intanto, continua a lavorare per ritrovare fiducia. Ma i numeri pesano: tra i centravanti titolari della Serie A, solo Stulic (Lecce) è ancora fermo a zero gol. Una statistica che mette in risalto la crisi del messicano, ancora alla ricerca del suo primo vero sigillo rossonero.

Futuro incerto e bisogno di risposte

Il rendimento di Gimenez non è solo un problema tecnico, ma anche strategico: il Milan ha scelto di puntare su di lui come unico vero “nove” di ruolo, rinunciando a una seconda punta di riserva. In estate, il messicano era stato vicino a lasciare Milano, ma Allegri aveva deciso di dargli fiducia. Ora, però, la pazienza sembra al limite.L’impegno non si discute, ma serve concretezza: la maglia numero 7 del Milan, un tempo di Shevchenko, impone un peso e una responsabilità che Gimenez deve ancora imparare a reggere. Sbloccare quello zero diventa fondamentale non solo per lui, ma per tutto il progetto offensivo di Allegri.

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