“Due cose porto nel cuore: Genova e il Genoa”. Una frase che racconta più di mille biografie, pronunciata nel 1978 da Frank Sinatra al paroliere Giorgio Calabrese durante un incontro a Nashville. Un legame autentico, profondo, nato dalle origini della madre del cantante americano, originaria di Lumarzo, piccolo comune della provincia di Genova, e grande tifosa rossoblù.
Ieri, pochi istanti prima della sfida contro l’Inter, il Genoa ha voluto rendere omaggio a una delle icone più grandi della musica mondiale in occasione del 110° anniversario dalla sua nascita. Un tributo sentito, elegante e perfettamente in linea con la storia del club: al centro del campo di Marassi è stato invitato Pier C, protagonista dell’ultima edizione di X Factor, che ha interpretato “My Way”, il brano simbolo di Sinatra.
Un momento capace di commuovere lo stadio e di unire musica, calcio e identità. La “genoanità” di Sinatra, del resto, non è mai stata un semplice aneddoto: il cantante si fece infatti seppellire con una sciarpa rossoblù al collo e una cravatta genoana, segno di un amore autentico e mai rinnegato.
Marassi, ancora una volta, ha dimostrato di saper custodire la memoria e la tradizione, rendendo omaggio a chi, anche da lontano, ha portato il Genoa nel cuore. Una notte speciale, cantata rigorosamente a modo suo. My Way.



