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    Genoa, De Rossi carica la squadra prima dell’Inter: “Mai rassegnarsi alla mediocrità”. Dubbi su Norton-Cuffy

    Il Genoa si avvicina alla trasferta di San Siro contro l’Inter (sabato ore 20.45) con un messaggio chiaro e diretto: niente alibi e, soprattutto, mai accontentarsi. In conferenza stampa Daniele De Rossi mette subito il punto: “Mai rassegnarsi alla mediocrità”. Una frase che diventa linea guida alla vigilia di una partita complicata, contro una capolista reduce anche da una scottante delusione europea.

    “Orgoglio prima del risultato”: la mentalità richiesta da De Rossi

    Per De Rossi, il rischio più grande non è perdere contro una squadra più forte, ma farlo senza identità. L’allenatore rossoblù spinge sul concetto di crescita: prestazione e mentalità vengono prima del punteggio, perché è da lì che si costruisce un percorso credibile. In sostanza: se l’Inter giocherà al massimo e il Genoa farà lo stesso, probabilmente a spuntarla sarà la squadra più forte. Ma la “leggerezza” non è ammessa, né per la maglia né per il momento della stagione.

    Il tecnico insiste su un punto: la trasferta a San Siro non deve essere vissuta come una formalità da archiviare, ma come un’opportunità per misurarsi davvero e consolidare convinzioni. Anche quando si parla del “peso” dell’avversario, De Rossi non arretra: il Genoa deve presentarsi con coraggio e concentrazione, senza ragionare solo su ciò che “si può” o “non si può” fare.

    Inter “ferita”: perché può essere ancora più pericolosa

    De Rossi non si fida di un’Inter reduce da una botta europea: anzi, la considera un’aggravante. Una squadra forte che arriva “ferita” può diventare un rischio ulteriore, perché spesso reagisce con rabbia e orgoglio. Il concetto è semplice: chi è abituato a vincere, quando inciampa, tende a rialzarsi con più ferocia.

    Ecco perché, nella lettura dell’allenatore rossoblù, non cambia molto ragionare su possibili rotazioni o cali di entusiasmo: l’Inter resta l’Inter, con qualità, abitudini vincenti e una motivazione immediata per ripartire. Tradotto: servirà un Genoa intenso, attento e continuo.

    Lavoro sulle palle inattive e piano partita

    Dal punto di vista tattico, De Rossi sottolinea l’attenzione dedicata ai dettagli, soprattutto su un aspetto spesso decisivo a San Siro: i calci piazzati. L’Inter è squadra strutturata, con grandi saltatori e specialisti nel mettere palloni pericolosi in area. Per questo lo staff ha dedicato tempo specifico all’analisi video e alle soluzioni difensive sulle palle inattive: marcature, seconde palle, ripartenze e gestione dei momenti.

    Infermeria Genoa: Norton-Cuffy e Otoa da valutare

    Sul fronte indisponibili, De Rossi fa il punto con prudenza. Messias sta bene, mentre restano da monitorare Otoa e Norton-Cuffy:

    • Norton-Cuffy: non avrebbe un problema grave, ma la sua presenza a Milano è in dubbio. La decisione arriverà a ridosso della partita.
    • Otoa: è tornato a lavorare in campo ma sta gestendo la caviglia; l’obiettivo è capire come evolve il gonfiore e quanto dolore riuscirà a tollerare.

    Il quadro, insomma, è in aggiornamento: De Rossi non chiude porte, ma non forza nemmeno i rientri.

    Focus su Baldanzi: “Personalità e crescita”

    Infine, un passaggio dedicato a Baldanzi, descritto con toni positivi. De Rossi lo dipinge come un ragazzo pensante, con personalità, entrato bene nel gruppo e capace di incidere con atteggiamento e qualità. L’idea è che possa diventare sempre più centrale nello sviluppo del Genoa: non solo talento, ma disponibilità al lavoro e capacità di “accendere” la squadra con giocate e intensità.

    Il messaggio finale

    Il Genoa arriva a San Siro con un cartello appeso nello spogliatoio: crescita e ambizione. Per De Rossi non esiste “buona sconfitta” preconfezionata, ma esiste una condizione non negoziabile: giocare con orgoglio, senza mediocrità. E contro un’Inter ferita, sarà l’unico modo per restare davvero in partita.

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