Gasperini: “Il calcio italiano è presuntuoso. Angelino? Sta facendo accertamenti. Bailey tornerà gradualmente”

Alla vigilia della sfida di Europa League contro il Viktoria Plzen, Gian Piero Gasperini mette in guardia la sua Roma dal rischio di sottovalutare l’avversario e manda un messaggio a tutto il movimento calcistico italiano. “Abbiamo bisogno di vincere – ha detto il tecnico in conferenza – ma bisogna stare attenti. Il girone non è semplice, tra l’ottavo e il ventiquattresimo posto ci sono pochi punti di differenza. Il Viktoria Plzen è una squadra solida, anche se in Italia se ne parla poco. Il calcio italiano oggi ha troppa presunzione e poca conoscenza delle altre realtà. Dobbiamo imparare a studiare meglio certi giocatori e certe squadre”.

Ansia Angelino, cautela su Bailey

Il tecnico giallorosso ha poi aggiornato sulle condizioni di Angelino, alle prese con una bronchite asmatica che non gli dà tregua: “Sta facendo accertamenti, c’è un comunicato medico e io non posso entrare nel merito. Speriamo possa tornare presto, ma per ora non ci sarà”. Gasperini ha rassicurato invece su Bailey, pronto al rientro dopo l’infortunio: “Non è ancora pronto per partire dall’inizio, ma potrà entrare a gara in corso. Dal punto di vista fisico ha bisogno di tempo per ritrovare la forma. Dybala invece può giocare ovunque in attacco, è fondamentale che stia bene. Il tridente leggero usato contro l’Inter aveva un senso, poi il gol subito subito ci ha costretto a cambiare”.

“Roma in crescita, ma serve più concretezza”

Gasperini ha sottolineato anche i progressi della squadra, soprattutto dopo la buona prova contro l’Inter: “I miei principi restano gli stessi, non vedo differenze rispetto a Bergamo. Siamo cresciuti molto e se fossimo stati più concreti, il risalto sarebbe stato diverso. Tirare dieci volte in porta contro l’Inter è un segnale. Dobbiamo migliorare nella qualità balistica, ma i giocatori ci sono: Dybala, Soulé, Bailey, Dovbyk. Anche sui piazzati siamo pericolosi con Ndicka, Hermoso e Cristante. Ruoterò più attaccanti, ormai è necessario con i ritmi del calcio moderno”. E sull’arbitro turco Melor, che in passato lo fece infuriare ai tempi dell’Atalanta, Gasp sorride: “Non lo sapevo, ma non fa niente. A Bruges pagammo caro quel rigore inventato, ma io non porto rancore”.

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