Le monoposto di Formula 1 continuano a volare sempre più veloci, ma in pista i sorpassi sono diventati una rarità. Il regolamento tecnico introdotto nel 2022 dalla FIA e da Liberty Media aveva un obiettivo chiaro: aumentare lo spettacolo, rendendo i duelli ravvicinati più frequenti. A distanza di pochi anni, però, il risultato è deludente.
Record di velocità, ma niente spettacolo
Il paradosso è evidente: i tempi continuano a crollare, i giri veloci entrano nella storia – come quello firmato da Max Verstappen a Monza, il più rapido di sempre a 264,68 km/h di media – e le medie gara toccano livelli mai visti. Eppure, in circuiti come Baku, con rettilinei da oltre due chilometri, i sorpassi sono stati quasi assenti.Il problema principale resta l’aerodinamica. Le vetture di ultima generazione, pur basandosi sull’“effetto suolo”, producono scie sporche che disturbano chi insegue. Così diventa difficile avvicinarsi e attaccare, anche con l’aiuto del DRS, che teoricamente dovrebbe garantire un surplus di 10-15 km/h.
I limiti delle regole 2022
Il congelamento dei motori, pensato per ridurre i costi, non ha rallentato la crescita prestazionale. Anzi, grazie al lavoro in galleria del vento e alla genialità degli ingegneri, i team hanno trovato margini sempre nuovi. Ma così facendo hanno anche annullato gli effetti benefici delle regole. La prima vittima? I sorpassi.Le dichiarazioni dei piloti lo confermano: Charles Leclerc, Lewis Hamilton, Lando Norris e molti altri hanno sottolineato quanto sia difficile rimontare dal centro del gruppo. Una frustrazione che svuota di significato l’idea stessa di “Formula Sorpasso”.
Il futuro con i nuovi regolamenti
Dal 2026 arriverà una rivoluzione epocale: monoposto, power unit e gomme tutte nuove, con una gestione inedita della parte ibrida. Ferrari e Mercedes puntano a colmare il gap con Red Bull e McLaren, ma i rischi non mancano: le nuove auto potrebbero essere inizialmente più lente e non necessariamente più piacevoli da guidare.E soprattutto, incombe la solita sfida: gli aerodinamici, guidati da maestri come Adrian Newey, troveranno il modo di recuperare carico e prestazioni extra, riportando le vetture verso i limiti attuali.
Serve una ricetta diversaIl rischio è che, ancora una volta, lo spettacolo in pista venga sacrificato sull’altare della velocità pura. I piloti chiedono monoposto più leggere, con più grip meccanico e meno aerodinamica esasperata, simili a quelle dell’epoca di Michael Schumacher e Mika Hakkinen. Forse è questa la strada per rivedere sorpassi veri, senza artifici e senza illusioni.



