La sosta di campionato è, come spesso accade, il momento ideale per sperimentare e riflettere. In casa Fiorentina, Stefano Pioli sta valutando nuove soluzioni per ritrovare equilibrio e fluidità nella manovra. Dopo alcune settimane di alti e bassi, il tecnico viola sta pensando a un piccolo restyling tattico, incentrato sulla figura di Rolando Mandragora, sempre più centrale nel suo progetto di gioco.
Mandragora punto di riferimento
Nelle ultime tre gare — contro Como, Pisa e Roma — il centrocampo viola ha visto un elemento costante: la coppia Mandragora–Nicolussi Caviglia, sempre titolare dal primo minuto. Due profili diversi ma complementari: il primo più dinamico e aggressivo, il secondo regista metodico e ordinato.
Pioli sta ora valutando la possibilità di alzare Mandragora sulla linea dei trequartisti, in un ruolo da vertice alto del centrocampo, per rendere la squadra più equilibrata nelle transizioni e più compatta nella fase difensiva. Una scelta che potrebbe aprire alla soluzione del 3-4-1-2, con un trequartista “ibrido” alle spalle delle due punte.
> “Mandragora può agire più avanti, dando equilibrio senza rinunciare alla qualità,” è la sintesi del pensiero di Pioli, che lo considera una pedina tatticamente preziosa.
Fazzini e la continuità
Accanto a Mandragora, cresce anche Fazzini, uno dei profili più brillanti tra i giovani viola. La sua capacità di legare la manovra tra centrocampo e attacco sta convincendo il tecnico, che lo considera sempre più un jolly offensivo. Il classe 2003 può infatti interpretare più ruoli: mezzala, trequartista o esterno offensivo. La sua vivacità è una delle note più positive del momento viola, anche nei periodi di difficoltà della squadra.
Le alternative tattiche
La Fiorentina ha finora alternato diversi moduli:4-4-2 (contro il Como, con assetto più coperto),3-4-2-1 (nelle ultime uscite, per sfruttare meglio gli esterni),e una sola volta il 3-5-2, sperimentato contro il Napoli con Mandragora-Fagioli-Sohm in mediana.
Pioli potrebbe ora riproporre una versione più flessibile, con Nicolussi Caviglia regista basso e Mandragora vertice alto. Un sistema che permetterebbe di far coesistere più qualità in mezzo al campo senza rinunciare all’equilibrio.
Nuove soluzioni in attacco
Il modulo a due punte resta un’opzione concreta. Davanti, Kean è l’unico intoccabile, mentre accanto a lui si giocano un posto Piccoli e Dzeko. In questo contesto, il trequartista (che sia Mandragora, Fagioli, o anche Sohm) diventerebbe fondamentale per legare il gioco.
Anche Ndour rimane un jolly prezioso: la sua duttilità può offrire a Pioli ulteriori soluzioni, soprattutto nelle rotazioni a gara in corso.
L’obiettivo è chiaro: ritrovare un’identità tattica solida, capace di esaltare le qualità dei singoli senza compromettere l’equilibrio collettivo.



