L’Inter di Cristian Chivu prende forma, e lo fa nel modo migliore possibile: vincendo e convincendo. Il netto 4-1 inflitto alla Cremonese non è solo la quinta vittoria consecutiva tra campionato e Champions League, ma il segnale più chiaro dell’evoluzione tattica e mentale di una squadra che sta cambiando pelle. I nerazzurri tornano in cima alla classifica — seppur per una notte — e soprattutto tornano a mostrare un’identità riconoscibile, più diretta, più verticale, più “Chivu”.
UNA NUOVA IDENTITÀ
Da settimane si percepiva un cambiamento, un passaggio graduale dall’eredità dell’“inzaghismo” a un’idea di calcio più semplice, ma altrettanto efficace. Niente più palleggi insistiti o costruzioni esasperate dal basso: questa Inter va subito al sodo. Attacca in velocità, cerca la profondità e verticalizza con pochi tocchi. Contro la Cremonese, la squadra ha dato la sensazione di sapere sempre cosa fare, mantenendo equilibrio ma sprigionando al tempo stesso un’energia nuova.
LA MANO DEL TECNICO
Chivu, dopo un avvio prudente, ha iniziato a incidere davvero. Il tecnico rumeno ha restituito brillantezza ai suoi, responsabilizzando tutti e ottenendo risposte importanti anche da chi giocava meno. La sensazione è che ora il gruppo creda ciecamente nel suo allenatore. In campo si è vista un’Inter più fluida, con le mezzali più libere di inserirsi, gli esterni sempre alti e Lautaro tornato leader tecnico ed emotivo. La compattezza resta il marchio di fabbrica, ma il gioco è più verticale e immediato.
IL MESSAGGIO
L’Inter è tornata a essere dominante, ma in modo diverso rispetto al recente passato. Non più un possesso palla ragionato fino all’eccesso, ma una squadra che sa colpire e fare male al momento giusto. Chivu, con il suo approccio pragmatico e diretto, ha dato vita a una nuova Inter: meno accademica, più concreta, più affamata. Se questo è solo l’inizio, il futuro promette molto.



