Filippo Mane si prende la scena al Signal Iduna Park: il difensore classe 2005 del Borussia Dortmund debutta in Champions League da titolare proprio contro l’Inter di Chivu. Il suo nome compare nelle formazioni ufficiali e sorprende parte dello stadio: maglia numero 39, chiamata inattesa ma non casuale, frutto dell’emergenza difensiva e della fiducia concessa da Kovac, che nei giorni scorsi aveva sottolineato la necessità di continuità per il ragazzo.
Mane è uno dei tre italiani presenti a Dortmund: con lui ci sono anche Luca Reggiani e Samuele Inacio (entrambi 2008), oggi però in tribuna. I tre vivono a stretto contatto, tra convitto, studio del tedesco e momenti di svago: un piccolo gruppo “azzurro” in Germania che si sostiene a vicenda.
Il percorso di Mane: dalla Sampdoria al Dortmund
Arrivato al Borussia Dortmund dalla Sampdoria nel 2022, Mane ha vissuto mesi di crescita e apprendistato. L’esordio con i grandi, però, è stato complicato: nella prima giornata contro il St. Pauli è arrivato un cartellino rosso nel finale. Dopo quell’episodio, pochi spezzoni con la prima squadra e tanto lavoro con la seconda formazione, dove ha trovato minuti, ritmo e anche gol, attirando di nuovo l’attenzione dello staff tecnico.
A gennaio 2025 ha firmato il suo primo contratto da professionista fino al 2028, passo decisivo nella sua carriera. Il Dortmund lo aveva individuato dopo averlo osservato in un torneo in Germania e in successive gare di campionato giovanile.
Chi è Filippo Mane: origini e curiosità
Nato a Magenta, vicino Milano, Mane è un centrale difensivo “di ruolo” fin dall’inizio. Ha mosso i primi passi nella Vela Mesero, poi è passato da Novara e Sampdoria prima dell’approdo al Dortmund. Curiosità sul cognome: si scrive “Mane” senza accento, per un errore anagrafico legato alla registrazione del padre, originario di Dakar.
Un dettaglio simbolico: prima di questa sera, Mane aveva giocato con la prima squadra soltanto in trasferta. Contro l’Inter, invece, vive la sua prima volta sotto il Muro Giallo, nello stadio più caldo della Bundesliga. Per lui è un’occasione enorme: ora tocca trasformare il debutto in una conferma.



