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    FIGC, niente grazia per Kalulu: richiesta della Juventus respinta

    La FIGC ha respinto la richiesta di grazia presentata dalla Juventus per Pierre Kalulu. Il club bianconero aveva tentato di ottenere un provvedimento straordinario per annullare gli effetti dell’espulsione rimediata a San Siro contro l’Inter, ma la Federazione ha chiuso alla possibilità: la squalifica resta.

    La Juventus puntava a sanare quella che ritiene un’“ingiustizia” legata all’espulsione per doppia ammonizione, che comporta la conseguente indisponibilità del giocatore per la partita successiva (contro il Como).

    Perché la FIGC ha detto no: “Decisione di campo, rischio precedente”

    Secondo la ricostruzione, la richiesta è stata valutata ma non accolta perché la fattispecie riguarda un episodio strettamente di campo: concedere la grazia in casi del genere aprirebbe la strada a un precedente complicato, con il rischio di trasformare l’istituto della grazia in uno strumento per rimettere in discussione decisioni arbitrali legate al gioco.

    In sostanza, la linea è chiara: la grazia viene considerata un’eccezione e non può diventare una “scorciatoia” per superare squalifiche derivanti da ammonizioni ed espulsioni maturate in partita.

    Il precedente Lukaku: perché allora fu diverso

    Nel dibattito era stato citato anche un precedente recente: Romelu Lukaku, squalificato nel 2023 dopo un doppio giallo in una semifinale di Coppa Italia tra Juventus e Inter, ottenne un provvedimento favorevole.

    La differenza, in quel caso, fu legata al contesto: la vicenda venne inquadrata in una situazione con elementi extra-campo e legati a comportamenti discriminatori, che portarono a una valutazione differente. Proprio per questo, la FIGC non ha ritenuto sovrapponibile quel precedente al caso Kalulu.

    Juve senza Kalulu: cosa succede adesso

    Con il no della FIGC, Kalulu rimane regolarmente squalificato e la Juventus dovrà affrontare il prossimo impegno senza il difensore. Per i bianconeri, che avevano sperato in un esito diverso anche per motivi di emergenza di rosa, è una decisione che pesa soprattutto in vista delle scelte difensive.

    Il tema “contatto accentuato” e le speranze svanite

    Nel caso Kalulu è stato anche citato un elemento insolito: la possibilità che l’avversario coinvolto riconoscesse di aver accentuato il contatto e si scusasse. Un dettaglio che, però, non è bastato a cambiare l’esito: la grazia non è arrivata e la posizione federale resta invariata.

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