Il tema arbitri e VAR torna al centro della discussione in Serie A dopo le polemiche delle ultime ore. A margine dell’assemblea di Lega, Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha invitato a spostare l’attenzione dal “processo alle persone” alla necessità di una linea condivisa su criteri e interpretazioni.
Secondo Fenucci, l’idea che l’introduzione del VAR potesse portare a un’oggettività totale si è scontrata con la realtà: anche con immagini e replay, molte decisioni restano influenzate da valutazioni soggettive. Per questo, più che parlare di sfiducia nei confronti di Gianluca Rocchi, il punto è chiarire come club e istituzioni intendano far applicare le regole e quale equilibrio debba esserci tra tecnologia e giudizio sul campo.
Nel ragionamento del dirigente rossoblù, il VAR è diventato spesso troppo presente nel racconto delle partite. La prospettiva, dunque, è aprire un confronto tra società per definire una direzione comune: che tipo di arbitraggio vogliamo vedere in Serie A e quale ruolo deve avere l’arbitro in campo.
Fenucci sottolinea anche un aspetto comparativo: all’estero, in diversi campionati, il VAR viene utilizzato con maggiore parsimonia, più vicino allo spirito originario dello strumento, nato per intervenire su errori evidenti e gravi. L’obiettivo, conclude, dovrebbe essere proprio questo: riportare la tecnologia a un utilizzo più coerente, riducendo le zone grigie e limitando le polemiche ricorrenti.



