Fair Play Uefa, la Roma a caccia di 90 milioni: il piano per rientrare nei parametri

La stagione 2025-26 sarà decisiva per i conti della Roma. Dopo il settlement agreement firmato nel 2022 con l’Uefa, i giallorossi devono chiudere il triennio con una perdita complessiva non superiore a 60 milioni. Le prime due annate hanno già assorbito quasi tutta la “tolleranza”: ora il club è obbligato a tendere al pareggio di bilancio.

Il nodo economico: Nel 2023-24 la perdita di esercizio (-81 milioni) si è ridotta a circa -60 ai fini Uefa. Nel 2024-25, grazie a tagli e plusvalenze, il rosso è sceso a -10/-15. Questo però significa che nel 2025-26 la Roma deve trovare circa 90 milioni tra entrate e risparmi, per rispettare i paletti europei ed evitare sanzioni.

Dove trovare le risorse: I canali principali restano le cessioni: Koné e Ndicka sono i nomi più caldi. Poi serviranno un nuovo sponsor di maglia dopo l’addio a Riyadh Season (12 milioni persi), una gestione più oculata dei costi e, soprattutto, risultati sportivi migliori. L’ingresso in Champions rappresenterebbe la chiave di volta, ma anche un cammino più lungo in Europa League e Coppa Italia può garantire entrate preziose.

Obiettivo sostenibilità: Nonostante l’investimento di oltre un miliardo della famiglia Friedkin, il fair play Uefa si basa solo su ricavi e costi, non sui capitali immessi dai proprietari. Per questo la Roma è chiamata a un equilibrio rigoroso: senza rientro, c’è il rischio concreto di esclusione dalle coppe europee. La prossima estate sarà quindi decisiva, dentro e fuori dal campo.

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