Cesc Fabregas non cambia linea e, alla vigilia della trasferta contro il Milan, sceglie la strada della concretezza. Dopo l’ultimo passo falso, l’allenatore del Como guarda avanti senza drammi: l’obiettivo è crescere partita dopo partita, senza farsi trascinare da entusiasmi o pressioni esterne.
Il tecnico spagnolo è netto su un tema che inevitabilmente torna nel dibattito: lo Scudetto. Fabregas frena qualsiasi corsa in avanti e ribadisce che la squadra – per età, esperienza e percorso – non è ancora pronta per puntare al tricolore. Il messaggio è chiaro: il cammino è lungo, e l’unica cosa che conta è lavorare sulle “cose giuste”, restando fedeli a un’idea di calcio e a una mentalità di gruppo.
Nel corso dell’intervento, Fabregas tocca anche aspetti legati alla gestione emotiva delle partite e alle dinamiche in campo. Senza alibi, sottolinea come nel calcio esistano provocazioni e momenti di tensione: la differenza, spesso, la fa la capacità di controllarsi e non perdere lucidità, soprattutto nelle fasi più delicate.
Spazio poi a Nico Paz, uno dei profili più discussi nelle ultime settimane. Fabregas difende il giocatore ma, allo stesso tempo, lancia un messaggio diretto: chi ha qualità deve accettare le critiche, specialmente quando attraversa un periodo meno brillante. Per l’allenatore, la crescita passa anche da qui: autocritica, stabilità e personalità. Fabregas descrive Paz come un ragazzo serio e ben educato, con un contesto familiare solido, e insiste su un concetto: il talento va accompagnato da continuità e maturità mentale.
In vista di Milan-Como, dunque, Fabregas prova a compattare l’ambiente: niente proclami, niente scorciatoie. Solo lavoro, equilibrio e una direzione precisa. Il resto – risultati, prestazioni e giudizi – verrà di conseguenza.



