Dalla nascita della Next Gen la Juventus ha cambiato radicalmente il modo di pensare il mercato dei giovani. Un sistema più aperto, internazionale, che offre a tanti talenti un trampolino verso la prima squadra, ma che inevitabilmente impone anche delle scelte. Kenan Yildiz e Matías Soulé sono l’esempio perfetto di questa nuova filosofia: cresciuti insieme, esplosi fianco a fianco, oggi si ritrovano su strade diverse e da avversari in Juve-Roma.
Entrambi hanno bruciato le tappe. Dopo l’esperienza in Primavera, il passaggio in Serie C è stato ritenuto superfluo: troppo talento, troppo estro per essere incasellati in un percorso tradizionale. Così, seppur in tempi diversi, Yildiz e Soulé sono stati promossi rapidamente in prima squadra, da aggregati, vivendo da subito il mondo dei grandi. Due fantasisti purissimi, diversi per struttura fisica ma simili per mentalità e ambizione.
La prima biforcazione arriva nella stagione 2023-24. Soulé, dopo un anno ai margini, chiede spazio e continuità: la Juve lo accontenta con il prestito al Frosinone, dove l’argentino esplode definitivamente con 11 gol e 3 assist. Yildiz, invece, sceglie di restare e di giocarsi le sue carte a Torino, convinto di poter diventare centrale nel progetto bianconero.
L’estate 2024 è il punto di non ritorno. Non si tratta di un vero ballottaggio tecnico, ma di una necessità economica e strategica. Con l’arrivo di Thiago Motta serve liquidità per rivoluzionare la rosa. Soulé ha mercato, tanto mercato: Giuntoli preferirebbe la Premier, ma il giocatore sceglie la Roma per ritrovare Dybala. L’operazione porta nelle casse bianconere 26 milioni più bonus, fondamentali per sbloccare il mercato. Motta avrebbe voluto tenerli entrambi, ma qualcuno andava sacrificato.
Da lì in poi, i destini si separano definitivamente. Yildiz diventa subito centrale nella nuova Juve, guadagna spazio, responsabilità e la maglia numero 10. È il volto del futuro bianconero, in attesa di un rinnovo che lo blinderebbe definitivamente. Soulé, invece, entra nella lista dei talenti ceduti per esigenze di bilancio: una scelta razionale, forse inevitabile, ma che oggi lascia spazio anche a qualche rimpianto.In Juve-Roma si ritroveranno faccia a faccia. Non più gemelli, non più compagni, ma simboli di due strade diverse. E di una scelta che racconta molto della nuova Juventus.



