Derby di Milano, il fattore-portiere cambia tutto: Maignan decisivo. E la Roma sogna lo scudetto

Il Milan conquista ancora il derby e continua la sua striscia positiva contro l’Inter: negli ultimi sei confronti i rossoneri non hanno mai perso, portando a casa quattro vittorie. Cambiano i tecnici, ma non l’esito. A sorridere è anche la Roma, che resta da sola in vetta alla classifica grazie al ko dell’Inter. Un risultato che consolida le ambizioni dei giallorossi e rilancia il Milan nella corsa scudetto.

Il Diavolo, reduce da tre pareggi nelle ultime quattro uscite, ritrova solidità e punti pesanti. E ora si prepara a una settimana diversa rispetto alle rivali: mentre Inter, Roma, Napoli e Bologna dovranno pensare prima alle coppe europee, Allegri potrà concentrarsi solo sul campionato e sul prossimo impegno contro la Lazio.

Portieri decisivi: con Maignan e Sommer sarebbe stato un derby diverso

Il Milan ha vinto il derby sfruttando le sue armi migliori: organizzazione, ripartenze e un Maignan in stato di grazia. Il francese ha parato di tutto: tiri ravvicinati, conclusioni dalla distanza, colpi di testa e perfino il rigore di Calhanoglu. L’Inter, invece, ha colpito due pali e creato più occasioni, ma è mancata negli ultimi metri.

La vera differenza l’hanno fatta i portieri: Maignan ha blindato la porta, mentre Sommer ha evidenziato limiti che l’età inizia a far emergere. A portieri invertiti, il risultato sarebbe stato probabilmente opposto. Questo non è casuale: sono scelte tecniche, visioni diverse di costruzione della rosa. E il Milan, almeno in porta, ha scelto meglio.

Inter: troppi blackout, così lo scudetto diventa complicato

Il campionato 2025-26 è equilibrato e avvincente, ma l’Inter continua ad alternare prove brillanti a crolli improvvisi. Quattro sconfitte in dodici gare sono un campanello d’allarme, soprattutto perché tre di queste sono arrivate contro big: Juve, Napoli e Milan. Per Chivu il problema sembra essere la preparazione delle partite più importanti.

Roma in testa: non è la più forte, ma può davvero vincere lo scudetto

La Roma continua a stupire. Nessuno si aspettava che potesse rimanere così a lungo al comando dopo dodici giornate, ma ora è impossibile non inserirla tra le candidate al titolo.

Sulla carta Inter e Napoli hanno rose più profonde e complete; il Milan è competitivo e senza coppe; ma nel calcio moderno non vince sempre chi è più forte o favorito.

Negli ultimi quattro campionati solo l’Inter di Inzaghi ha rispettato i pronostici. Hanno invece ribaltato tutto:

  • il Milan di Pioli nel 2022
  • il Napoli di Spalletti 2023
  • il Napoli di Conte nel 2024, partito addirittura dal decimo posto

Perché la Roma non dovrebbe provare a ripetere l’impresa?

Il gruppo di Gasperini è solido, consapevole, in crescita. A Cremona si è presa la partita con autorità e personalità, anche senza un centravanti fisso. Baldanzi continua a interpretare perfettamente il ruolo di falso nueve, mentre Ferguson – appena entrato – ha segnato da attaccante vero. Segnale importante.

Roma: ora serve l’ultimo passo, vincere contro una big

Finora i giallorossi hanno perso entrambi gli scontri diretti contro Inter e Milan. Domenica arriva un altro esame decisivo: la sfida contro il Napoli. È il test che dirà definitivamente se la Roma è pronta a restare stabilmente in vetta.

E a questo punto è giusto chiederselo:

chi ha detto che lo scudetto deve vincerlo la squadra più forte?

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