Il tecnico del Marsiglia presenta la sfida di Champions contro l’Atalanta con parole cariche di emozione e orgoglio. “Sono nato a cento metri dallo stadio, contro di loro era la partita dell’anno. Ma non caschiamo nel tranello: sono forti”
Roberto De Zerbi accende la vigilia di Marsiglia-Atalanta, sfida chiave di Champions League che mette in palio punti pesanti per la qualificazione agli ottavi.
L’allenatore bresciano, alla seconda stagione alla guida del club francese, parla con passione e nostalgia, paragonando la partita a un vero e proprio derby personale.
“Giocare contro un’italiana è sempre un’emozione speciale, ma contro l’Atalanta per me è diverso. Sono nato a cento metri dallo stadio e, quando c’era la partita con loro, a Brescia si pensava solo a quello per tutta la settimana. Loro hanno sempre avuto grandi società e presidenti importanti, noi siamo stati meno fortunati. È come un derby per me”, ha spiegato in conferenza stampa.
Atalanta bestia nera e tanti infortuni in casa Marsiglia
Il Marsiglia arriva alla sfida dopo il successo sull’Auxerre in Ligue 1, che mantiene i francesi al secondo posto dietro al PSG.
In Champions League, però, la situazione è più delicata: solo 3 punti in tre partite, uno in meno rispetto alla Dea.
De Zerbi conosce bene il suo avversario, ma non si fida del momento complicato degli uomini di Gasperini:
“Non casco nel tranello della squadra in crisi. L’Atalanta resta fortissima. Con il Milan hanno fatto una grande partita per intensità e gioco”.
Il tecnico italiano dovrà però fare i conti con diverse assenze pesanti: fuori Traoré, Gouiri, Balerdi e Weah, oltre allo squalificato Emerson Palmieri.
“Abbiamo otto o nove giocatori fuori, ma le cose belle si fanno nelle difficoltà. Serve più cattiveria e determinazione”, ha sottolineato.
Il precedente europeo e il gioco del Marsiglia
Due anni fa il Marsiglia venne eliminato proprio dall’Atalanta in Europa League, ma De Zerbi non era ancora alla guida dei francesi:
“Non ho visto quella partita, ma so che era l’Atalanta che vinse l’Europa League. È sempre difficile affrontarli, hanno un grande allenatore e ottimi giocatori.”
Sulle critiche al gioco, De Zerbi replica con schiettezza:
“Amo le polemiche, fanno parte del mio lavoro. Con l’Auxerre non abbiamo giocato bene, ma abbiamo vinto. In un anno e mezzo abbiamo ottenuto 29 successi: solo Deschamps aveva fatto meglio. A volte dobbiamo adattarci, ma non tradiremo mai il nostro DNA offensivo”.
Il fattore Velodrome e la spinta dei tifosi
Per il tecnico bresciano, lo Stade Vélodrome sarà ancora una volta un’arma decisiva:
“È uno stadio speciale, lo conoscevo già dai tempi del Brighton. È caldo, passionale, esigente. È come uno specchio: se entri con personalità ti restituisce energia positiva, se hai paura ti travolge. I miei giocatori lo hanno capito, amano giocare qui”.
De Zerbi e lo sguardo al calcio italiano
Il tecnico del Marsiglia non dimentica le sue radici e commenta anche il momento del calcio italiano:
“Seguo sempre la Serie A, ma il campionato francese è più forte e livellato di quanto si dica. Ha grandi giocatori e stadi pieni. Spero che l’Italia riesca a qualificarsi per il prossimo Mondiale: sarebbe fondamentale per ripartire.”



