Jonathan David sta finalmente mostrando la versione che la Juventus aspettava. Al di là dei gol — che per un centravanti restano il parametro più severo — il canadese ha convinto per completezza, personalità e qualità nella vittoria in Coppa Italia contro l’Udinese, la prima gara dell’era post-Vlahovic. Pur senza segnare, David ha offerto una prova da attaccante totale: movimenti intelligenti, dialogo continuo con Yildiz, McKennie e i centrocampisti, gestione lucida delle situazioni più delicate.
Nel primo gol bianconero il suo IQ calcistico è stato evidente: sul filtrante di Koopmeiners ha rallentato la corsa intuendo il fuorigioco, lasciando l’azione viva per il cross decisivo di McKennie. Poco dopo aveva trovato anche un gran gol, annullato per un fuorigioco millimetrico. Oltre alle reti — 77 nelle ultime tre stagioni in Francia — David ha mostrato ciò che Allegri cerca: solidità mentale, fiducia e capacità di essere punto di riferimento tecnico e tattico.
Con Vlahovic fuori per tre mesi, l’attacco della Juventus dipenderà inevitabilmente da lui. E l’inverno, per uno chiamato “Iceman”, sembra il momento perfetto per accendere tutte le sue qualità. La prossima tappa sarà Napoli: un test ad altissima quota, tra sfida scudetto, incrocio con Conte e il retroscena del mercato che mesi fa aveva visto gli azzurri provare a prenderlo. Ora David può dimostrare definitivamente perché la Juventus ha vinto quella corsa.



