La Coppa d’Africa 2025 continua a far discutere anche nel 2026. A 48 ore dalla finale più turbolenta degli ultimi anni, gli strascichi non si placano: a Dakar il Senegal festeggia senza sosta il trofeo, mentre a Rabat restano rabbia e polemiche dopo un epilogo segnato da tensioni, proteste e accuse.
Festa Senegal, delusione Marocco
I Leoni della Teranga hanno portato la coppa al palazzo presidenziale e l’entusiasmo è alle stelle. In Marocco, invece, la passerella istituzionale dei Leoni dell’Atlas non cancella l’amarezza: l’idea di un trionfo “annunciato” si è scontrata con una finale diventata un caso, dove la superiorità senegalese è finita in secondo piano rispetto alle contestazioni e all’episodio decisivo: il rigore fallito da Brahim Diaz.
Il caso “asciugamani” e le scuse
Tra i simboli più discussi della serata ci sono stati gli asciugamani dei portieri, trasformati in un vero “caso” tra sospetti e provocazioni. Ismael Saibari (PSV) ha cercato Edouard Mendy per scusarsi dopo le tensioni a bordo campo, legate al tentativo di impedire al portiere di riserva senegalese Yehvann Diouf di consegnare l’asciugamano a Mendy. Un episodio che aveva già acceso lo stadio, con momenti di caos e contatti in piena partita.
Senegal verso sanzioni: rischio squalifiche
Ora l’attenzione si sposta sulle possibili decisioni disciplinari. L’uscita dal campo della nazionale senegalese, in segno di protesta dopo il rigore assegnato al Marocco e una rete annullata ai campioni, potrebbe costare una multa pesante e anche squalifiche. Tra i più esposti c’è il ct Pape Thiaw, che rischia un provvedimento importante con possibili ripercussioni anche sul percorso verso il Mondiale.
Eto’o difende Thiaw
A prendere posizione è stato Samuel Eto’o, presidente della federazione camerunese, che ha espresso solidarietà al tecnico senegalese: secondo l’ex attaccante, Thiaw ha avuto “coraggio” nel gesto di protesta e non va condannato senza considerare il contesto della partita e le tensioni generate dall’arbitraggio.
Brahim Diaz nel mirino: le parole di Renard
Se sul Senegal si attendono stangate, sul fronte marocchino il bersaglio principale resta Brahim Diaz. Nonostante le scuse pubblicate sui social, l’ex ct del Marocco Hervé Renard lo ha attaccato duramente: per Renard, sbagliare un rigore può succedere, ma in quel caso Brahim avrebbe “mancato di rispetto” a un Paese che aspettava il successo da decenni. Un’accusa pesante che alimenta un clima già infuocato.
Una finale che non si chiude
Tra feste, rabbia e polemiche, la Coppa d’Africa resta al centro del dibattito: le decisioni disciplinari sul Senegal e la pressione su Brahim Diaz rischiano di prolungare ancora la coda di una finale destinata a restare negli archivi non solo per il campo, ma anche per tutto ciò che è successo attorno.



