Antonio Conte torna a far rumore sul tema più caldo della stagione: troppe partite e troppi infortuni. Dopo aver conquistato la quinta Panchina d’Oro della carriera (tre ai tempi della Juventus, una con l’Inter e ora con il Napoli), l’allenatore azzurro ribadisce la propria linea: il problema è sotto gli occhi di tutti, ma mancano decisioni concrete.
“Su questo tema sono tutti d’accordo, a 360 gradi: c’è solidarietà, sì. Ma la verità è che non fa nulla nessuno”, sottolinea Conte, tornando sulla necessità di trovare soluzioni strutturali. “Ridurre le squadre in Serie A? Io sono un tecnico, non compete a me. Però ci sono istituzioni preposte che devono prendere posizione. So che in Germania stanno cercando soluzioni. Qui invece si va avanti così”.
Nel discorso rientra anche l’ansia post gara e l’episodio che ha spaventato Napoli e Nazionale: l’infortunio di Giovanni Di Lorenzo. Conte tira un sospiro di sollievo: “Almeno è meno grave del previsto. Si temevano tempi lunghissimi, invece si parla di uno-due mesi, anche se resta una brutta notizia”.
Sul finale arriva anche una stoccata a Massimiliano Allegri, tirato in ballo sul tema del calendario: “Non so cosa abbia detto, ero qui… però lui non sta giocando tanto”, la frase che alimenta il dibattito.
Conte, però, si gode soprattutto il riconoscimento: “Questa Panchina d’Oro ha un valore forte perché arriva dai voti di chi la panchina la vive davvero. E vincere a Napoli non è facile: per questo ha un significato ancora maggiore”.
Spazio anche alle parole di Enzo Maresca, reduce dal trionfo mondiale con il Chelsea, che in Aula Magna ha ribadito lo stesso concetto: “O ti adatti o non alleni, o non giochi”. Citando inoltre uno studio FIFA sugli infortuni: “Le due squadre con più problemi fisici sono state Chelsea e PSG, non a caso arrivate fino in fondo”.
Infine un pensiero sull’Italia: “Spero vada ai Mondiali, sono ottimista e tifo”, dice Maresca, “perché all’estero sennò ti prendono un po’ in giro”.



