Dopo la sconfitta contro il Torino, Antonio Conte ha ribadito un concetto che accompagna il suo Napoli sin dall’estate: la squadra deve crescere, ma il tempo scarseggia. Già un mese fa, dopo il 3-2 contro il Pisa, il tecnico aveva frenato gli entusiasmi sul mercato da 150 milioni di euro, definendolo “importante nei numeri, ma non nella sostanza”. Ora, le sue parole suonano come un campanello d’allarme. “La nostra stagione passa per la crescita dei nuovi arrivati — ha dichiarato Conte — ma non c’è tempo. Dobbiamo lavorare e migliorare ogni volta”.
Le difficoltà delle seconde linee
Contro il Torino, il Napoli ha dovuto cambiare volto. Tra infortuni e rotazioni, Conte ha schierato sei giocatori non titolari abituali: Juan Jesus e Beukema in difesa, Olivera e Spinazzola sugli esterni, Gilmour in regia e la coppia offensiva formata da Neres e Lucca al posto di McTominay e Hojlund. Un turnover massiccio che ha messo in evidenza le difficoltà di inserimento dei nuovi arrivati. “Affronteremo una partita ogni tre giorni — ha spiegato Conte — e non c’è tempo per fermarsi: bisogna giocare e crescere in fretta”. Il messaggio è chiaro: servono risposte immediate.
Lucca, il simbolo del momento
Il caso più emblematico è quello di Lorenzo Lucca, scelto da Conte come vice Hojlund. L’attaccante ha collezionato sette presenze in campionato, tre da titolare, con un solo gol segnato contro il Pisa in 285 minuti. Ironia del destino, proprio Giovanni Simeone, ex “centravanti di scorta” del Napoli, ha deciso la sfida con il Torino. Un segnale amaro per il tecnico, che si aspettava un impatto diverso. “Devo avere pazienza — ha ammesso Conte — ma non c’è tempo”. Una frase che fotografa perfettamente il momento del Napoli: grande potenziale, ma pochi margini d’attesa.



