Cesc Fabregas guarda al Nord Europa per far crescere il Como. Negli ultimi giorni, lo staff del club ha approfondito il “metodo Bodo”, rimasto impressissimo per organizzazione, progetto e cura dei dettagli: un modello che unisce lavoro sul campo e tecnologia, con l’obiettivo di migliorare prestazioni e prevenzione degli infortuni.
Il primo punto su cui si è concentrato l’allenatore spagnolo è l’alimentazione. Il Como, infatti, sta strutturando un sistema più preciso e personalizzato, anche prendendo spunto da chi lavora da anni con protocolli avanzati: l’idea è aiutare i calciatori a recuperare meglio tra partite ravvicinate e sedute intense, riducendo il rischio di stress fisico. In questa direzione va anche l’utilizzo di un’app dedicata, che permette allo staff di monitorare i pasti e fornire indicazioni chiare su cosa mangiare, anche nei giorni di riposo.
Non è l’unica novità. Al centro sportivo di Mozzate, il Como ha introdotto un maxi schermo a bordo campo per rivedere subito situazioni, distanze e posizionamenti. Una soluzione pensata per velocizzare le correzioni: si lavora in tempo reale, si analizza e si aggiusta senza dover aspettare la fine dell’allenamento.
A completare il pacchetto, le riprese con droni: immagini dall’alto utili per leggere meglio spazi, linee e movimenti della squadra. Tecnologia che, abbinata alla didattica quotidiana di Fabregas, punta a rendere più rapido l’apprendimento dei concetti e a far crescere il gruppo, con particolare attenzione ai giovani, da sempre al centro del progetto Como.
Il messaggio è chiaro: idee, metodo e innovazione. E un obiettivo preciso: costruire una squadra moderna, pronta a fare un salto di qualità.



