Una partita destinata a restare nella storia della Coppa Davis e nella carriera di Flavio Cobolli.
Alla Fiera di Bologna, nella semifinale tra Italia e Belgio del 21 novembre 2025, il giovane azzurro firma una vittoria clamorosa: 6-3, 6-7(5), 7-6(15) dopo un super tie-break interminabile, chiuso al settimo match point. Un match folle, emotivo, che ha travolto tutti: compagni, famiglia, amici e pubblico.
Berrettini: più ansia in tribuna che in campo
Matteo Berrettini, che aveva aperto la giornata battendo Collignon, ha vissuto la partita come se fosse ancora in campo. Ad ogni scambio decisivo del terzo set scattava in piedi, si copriva il volto con la maglietta, si disperava sui match point del Belgio.
Quando Cobolli ha messo a segno il punto decisivo, Matteo è stato il primo a correre in campo per abbracciarlo, incredulo e felice.
La famiglia Cobolli: il papà teso, il fratello in lacrime
Papà Stefano alternava la calma dell’allenatore alla tensione del genitore.
Ma a rubare la scena è stato Guglielmo, il fratello minore, scoppiato in un pianto irrefrenabile tra nervosismo, paura e orgoglio.
«Mi è venuto un infarto», ha confessato. «Flavio è la persona a cui voglio più bene nella mia vita».
Il dolore di Bergs e il gesto di Cobolli
Dall’altra parte della rete, anche una storia di sport dolorosa: Zizou Bergs, dopo aver annullato sette match point e sfiorato l’impresa, è crollato in lacrime.
Cobolli, nel momento più bello della sua serata, si è avvicinato, lo ha abbracciato e consolato. Un gesto da grande uomo, non solo da grande atleta.
Bove tra preghiere e disperazione
In tribuna anche Edoardo Bove, amico fraterno di Flavio sin da bambino. A Wimbledon era già stato il suo tifoso speciale, e anche a Bologna ha vissuto il match con intensità: mani nei capelli, sguardo fisso, quasi in preghiera nei momenti più difficili.
Alla fine, un sorriso liberatorio.
Una notte che resterà per sempre
Il 21 novembre 2025 diventa così un giorno scolpito per Flavio Cobolli:
preghiere, lacrime, paura, felicità, un’impresa e un abbraccio che vale più di mille parole.
E per l’Italia, la certezza di avere un protagonista nuovo, capace di emozionare come pochi.



