Chivu dopo Napoli-Inter: “Io non piango, la società farà ciò che ritiene giusto. Ma lotto da solo”

Dignità e coerenza, prima di tutto. Dopo la sconfitta per 3-1 contro il Napoli, Cristian Chivu sceglie il basso profilo e rivendica la propria idea di calcio e di gestione. Nessuna polemica diretta, ma un messaggio chiaro, forte, quasi controcorrente.

“La società ha il diritto di fare quello che ritiene giusto — ha detto l’allenatore dell’Inter nel postpartita —. Io, per coerenza, non verrò mai a lamentarmi perché ho una dignità e un approccio diverso. Non mi interessa la reputazione, né far vedere quanto sono bravo. I giocatori devono solo pensare a giocare. Sto cercando di cambiare le cose, ma per ora lotto da solo. Siamo sempre abituati a piangere e lamentarci, dobbiamo evolverci. Finché sarò qui, farò questo”.

Un discorso diretto, quasi da leader più che da allenatore, a difesa del gruppo ma anche di un modo di stare nel calcio che Chivu sente profondamente suo.

Sul piano tecnico, il tecnico nerazzurro ha poi analizzato la partita del Maradona con grande lucidità:

“Nel primo tempo ho visto una grande Inter. Nonostante l’intensità del Napoli, siamo riusciti a essere dominanti e a soffrire nel modo giusto. Abbiamo fatto la nostra gara, poi il calcio è così: serve attenzione e lucidità per 90 minuti. Nel secondo tempo qualcosa ci è mancato”.

Capitolo “tensione in campo”, inevitabile dopo la lite tra Lautaro e Conte:“Non so cos’è successo — ha risposto Chivu — ma non possiamo buttare via ciò che abbiamo costruito solo perché vogliamo litigare con la panchina. Dobbiamo pensare a dove vogliamo arrivare”.

Sull’atteggiamento della squadra:“I ragazzi hanno fatto cose molto buone nel primo tempo. Anche sotto nel punteggio abbiamo preso due pali, creato occasioni e continuato ad attaccare. Il terzo gol? È arrivato per mancanza di lucidità, non si può subire così da una rimessa laterale. Ma siamo sempre stati in partita, fino alla fine”.

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