Doveva essere il volto del futuro tra i pali del Paris Saint-Germain e della Francia, invece Lucas Chevalier vive uno dei momenti più complicati della sua giovane carriera. Arrivato dal Lille per 55 milioni di euro e fortemente voluto da Luis Enrique, il portiere classe 2001 è passato in pochi mesi da titolare designato a riserva, superato nelle gerarchie da Matvei Safonov.
Il PSG aveva scelto Chevalier come profilo ideale per il nuovo corso tecnico: abile con i piedi, moderno, perfetto per la costruzione dal basso. Una scelta che aveva portato all’addio di Gianluigi Donnarumma, reduce da stagioni vincenti e da una Champions League storica. Ma il campo ha raccontato un’altra storia.
Dopo un avvio promettente, con due rigori parati al Tottenham in Supercoppa Europea, Chevalier ha commesso una serie di errori pesanti, tra cui una prestazione negativa nel Clasico perso contro il Marsiglia. Da lì, fiducia in calo, critiche crescenti e spazio sempre più ridotto. Luis Enrique ha quindi rilanciato Safonov, che ha sfruttato l’occasione diventando protagonista, soprattutto nella finale di Coppa Intercontinentale vinta contro il Flamengo con quattro rigori parati.
Il ribaltamento delle gerarchie ha inevitabilmente avuto ripercussioni anche in chiave Nazionale. Secondo L’Équipe, Chevalier rischia seriamente di perdere il posto nel gruppo che andrà al Mondiale, non solo come possibile vice di Mike Maignan, ma addirittura l’intera convocazione. A insidiarlo ci sono giovani in ascesa come Robin Risser del Lens e soprattutto Jean Butez del Como, oggi tra i portieri più affidabili della Serie A.
Da predestinato a caso aperto: il futuro di Chevalier è tutto da riscrivere. Per tornare protagonista serviranno tempo, continuità e soprattutto una nuova occasione.



