Chelsea, scelto Rosenior dallo Strasburgo: polemiche in Francia sulla multiproprietà BlueCo

Il Chelsea ha deciso di voltare pagina dopo l’addio di Enzo Maresca e di affidare la panchina a Liam Rosenior, allenatore proveniente dallo Strasburgo. Una scelta che rientra nella logica della multiproprietà targata BlueCo, il fondo statunitense che controlla sia il club londinese sia quello francese, ma che sta sollevando forti critiche in Francia.

Rosenior è già arrivato a Londra insieme al suo staff per iniziare la nuova avventura ai Blues. La sua promozione, però, lascia lo Strasburgo senza guida tecnica a stagione in corso, nonostante un percorso positivo: buon rendimento in Ligue 1 e primo posto nel girone di Conference League. Proprio questa situazione ha riacceso le proteste degli ultras alsaziani, che già nei mesi scorsi avevano denunciato il ruolo “subalterno” del club francese all’interno della galassia Chelsea.

Secondo i tifosi, lo Strasburgo rischia di perdere identità e stabilità, trasformandosi in una semplice succursale utile a valorizzare giovani destinati a trasferirsi in Premier League. Un timore che in estate sembrava attenuato dai risultati e da un mercato molto ambizioso, addirittura più costoso di quello del PSG. Ma l’addio improvviso di Rosenior ha cambiato nuovamente il clima.

A unirsi alle critiche è ora anche L’Équipe, che parla apertamente di “illusione” e di una deriva legata alla multiproprietà. Il quotidiano francese sottolinea come Rosenior fosse l’unico vero elemento di continuità del progetto sportivo e come la sua partenza dimostri che lo Strasburgo è ormai parte di un ingranaggio controllato da una multinazionale, senza reale autonomia decisionale.

Ora il club alsaziano è chiamato a trovare rapidamente un nuovo allenatore capace di rilanciare una squadra in calo in campionato – settimo posto e nessuna vittoria dal 9 novembre – e di dare stabilità a un progetto messo nuovamente in discussione. Nel frattempo, il Chelsea guarda avanti con Rosenior, mentre in Francia la polemica sulla multiproprietà è più viva che mai.

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