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    Caso Vinicius, Thuram attacca Mourinho: “Parole gravi, serve più responsabilità”

    Continua a far discutere il caso Vinicius dopo quanto accaduto durante Benfica-Real Madrid, match di playoff di Champions League finito al centro dell’attenzione per i presunti insulti razzisti rivolti all’attaccante brasiliano. Le immagini arrivate da Lisbona hanno fatto rapidamente il giro del mondo, alimentando polemiche e prese di posizione, tanto che la Uefa ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sull’episodio.

    Tra le voci più autorevoli intervenute nel dibattito c’è quella di Lilian Thuram. L’ex difensore di Juventus e Barcellona, da sempre impegnato nella lotta al razzismo, ha commentato duramente la vicenda, soffermandosi in particolare sulle dichiarazioni di José Mourinho nel post partita.

    Secondo Thuram, le parole del tecnico portoghese rappresentano un segnale preoccupante: “La natura di certe dichiarazioni dice molto sul perché non si riesca ad andare avanti su questi temi”. L’ex campione del mondo ha sottolineato come il problema del razzismo nel calcio non possa essere ridotto a una questione di comportamenti individuali o di provocazioni in campo.

    Il punto centrale, per Thuram, è chiaro: l’eventuale atto di razzismo nei confronti di Vinicius non sarebbe legato al suo modo di esultare o di giocare, ma esclusivamente al colore della sua pelle. Un concetto ribadito con forza, ricordando come anche nel contesto scolastico o sociale le vittime di episodi simili non siano responsabili degli attacchi subiti.

    Nel mirino dell’ex difensore c’è l’idea, ritenuta pericolosa, di mettere in dubbio la versione della vittima o di attribuirle una parte di responsabilità. “Serve più umiltà e più capacità di ascoltare chi denuncia”, è il senso del messaggio lanciato da Thuram, che invita il mondo del calcio a non minimizzare e a non spostare l’attenzione dal tema centrale.

    Il caso Vinicius, dunque, si arricchisce di un nuovo capitolo e riporta al centro del dibattito la lotta al razzismo nel calcio europeo. In attesa degli sviluppi dell’indagine Uefa, le parole di Thuram riaccendono i riflettori su un problema che, nonostante campagne e iniziative, continua a ripresentarsi con allarmante frequenza.

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