Notte folle a Rabat dopo la finale di Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal. Tra accuse, tensioni e scene al limite, il dopopartita al Prince Moulay Abdellah è degenerato tra sala stampa e zona mista: urla, minacce e due gruppi di giornalisti — marocchini e senegalesi — arrivati a un passo dallo scontro fisico.
Conferenza stampa saltata
Quando il ct del Senegal Pape Thiaw si presenta in sala stampa, i cronisti senegalesi lo applaudono, mentre dall’altra parte arrivano fischi. Nel giro di pochi istanti partono insulti e provocazioni, con un accenno di rissa che costringe gli addetti CAF a interrompere tutto: Thiaw viene fatto uscire e la conferenza non inizia nemmeno.
Alta tensione anche in zona mista
La situazione resta calda anche nei corridoi dello stadio. Alcuni giocatori marocchini scelgono di non presentarsi davanti ai media, mentre l’attesa per i senegalesi è segnata da spintoni e momenti di caos, alimentati dall’enorme carico emotivo della partita.
Festa Senegal, Mané trascina tutti
I campioni sfilano con medaglie e bandiere, tra bambini stanchi in braccio ai familiari e un muro di telecamere. L’ultimo ad arrivare è Sadio Mané, accolto come un eroe: la sua presenza elettrizza l’ambiente, con la zona mista che diventa un fiume umano.
Mendy: “Altro che rigore sbagliato apposta”
Edouard Mendy respinge le insinuazioni sul rigore fallito da Brahim: nessun accordo o “gesto di fair play”. Il portiere senegalese rivendica la parata e invita a “essere seri” in un contesto così decisivo.
Sospetti e accuse: “Vedrete cosa è successo”
Ismail Jakobs alimenta nuovi dubbi parlando di episodi anomali prima e durante il match, con riferimenti a diversi compagni che avrebbero accusato problemi fisici. Tra le voci circola anche l’ipotesi di un possibile avvelenamento, ma al momento non ci sono conferme ufficiali.
Le scuse di Thiaw per l’uscita dal campo
Chivu? No: è Thiaw il protagonista dell’ultima pagina. Il ct del Senegal torna sul momento più discusso: l’uscita dal campo dopo il rigore assegnato al Marocco nel recupero. “A mente fredda non è stato un bello spettacolo. Chiedo scusa al calcio”, dice, ammettendo l’errore pur ribadendo i dubbi sulle decisioni arbitrali.
Regragui attacca: “Immagine vergognosa”
Il ct del Marocco, Walid Regragui, condanna pubblicamente l’episodio e difende Brahim dopo l’errore dal dischetto. Poi, davanti alle domande sulle dimissioni, sceglie il silenzio e lascia trasparire rabbia e tensione.
Una finale già incandescente sul campo si è trasformata in un caso fuori dal campo: tra polemiche, sospetti e caos, la notte di Rabat rischia di lasciare una scia lunga nel calcio africano.



