Cairo: “Vent’anni di passione al Torino. Ho dato tutto, ma non resterò a vita”

Urbano Cairo, presidente del Torino e di RCS MediaGroup, ha ripercorso i suoi vent’anni alla guida del club granata durante un intervento al Festival dello Sport di Trento, intervistato da Aldo Cazzullo. “Il bilancio è molto positivo – ha spiegato – mi sono divertito e rifarei tutto. Sono stati vent’anni di grande passione, con alti e bassi come in ogni percorso, ma sempre vissuti con amore per il Toro. Ho dato tutto, di tasca mia ho messo 72 milioni di euro: le plusvalenze e i diritti tv hanno coperto i costi, ma ciò che conta è ciò che si versa davvero in cassa”. Cairo ha poi chiarito la sua posizione sul futuro societario: “Non resterò a vita, l’ho detto più volte. Sono disponibile a vendere, ma solo a chi possa garantire serietà e continuità. Ad oggi però non ho ricevuto offerte concrete”.

Il presidente ha raccontato anche gli inizi della sua avventura: “Pensavo al Toro già nel ’99, poi nel 2005 mi chiamò il sindaco Chiamparino e accettai la sfida. Allora il club era in difficoltà, con soli otto giocatori esperti. Ho sempre agito pensando al bene della squadra, anche quando arrivavano critiche: fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”. Tra i ricordi più teneri, il sogno da bambino di diventare calciatore: “Ero ala destra alla Pro Sesto, poi ho capito che era meglio studiare. Ma il calcio e lo sport sono sempre stati la mia grande passione”.

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