Bonucci racconta il passaggio al Milan: “In quel momento era giusto”. E su Italia-Svezia: “Non riuscivamo a guardarci in faccia”

Leonardo Bonucci ripercorre i momenti chiave della sua carriera in un’intervista a Radio TV Serie A: dagli inizi tra Viterbese e settore giovanile dell’Inter, fino all’esplosione in Serie B e ai grandi successi con Juventus e Nazionale.

Dalla Serie B alla consacrazione

Bonucci sottolinea quanto siano stati decisivi i passaggi tra Treviso e Pisa per “misurarsi con il professionismo vero”, spiegando che la Serie B lo ha aiutato a crescere sia sul piano umano che tattico. Fondamentale, poi, l’esperienza al Bari con Ventura, dove giocò tutte le 38 partite stagionali, definendola un salto importante nella sua carriera.

Juventus, mentalità vincente e la BBC

Sul trasferimento alla Juventus, l’ex difensore racconta di essersi ambientato rapidamente grazie allo spogliatoio e ai “senatori”. L’arrivo di Antonio Conte, secondo Bonucci, ha segnato la svolta mentale: capire cosa significhi “essere Juventus” e vincere con continuità. Spazio anche al racconto della BBC con Barzagli e Chiellini: un reparto che si è completato grazie all’intesa costruita dentro e fuori dal campo, con Buffon riferimento assoluto.

“Io al Milan? Era giusto”

Bonucci torna anche sulla scelta di lasciare la Juventus per il Milan: una decisione discussa, ma che lui rivendica. “In quel momento per me era giusto”, spiega, aggiungendo che proprio quel passaggio lo ha reso l’uomo che è oggi e gli ha permesso di incontrare una figura importante come Rino Gattuso.

Nazionale, l’Europeo e il rimpianto Mondiale

Definisce il rapporto con l’Italia “viscerale” e ricorda con orgoglio le 121 presenze culminate con la vittoria dell’Europeo. Resta però il grande rimpianto Mondiale: Bonucci racconta la ferita della mancata qualificazione dopo Italia-Svezia 2017, un momento in cui nello spogliatoio “non riuscivamo nemmeno a guardarci in faccia”. Da quella delusione, però, sarebbe nata la reazione che ha portato al trionfo europeo.

Il ricordo di Vialli

In chiusura, parole sentite per Gianluca Vialli: Bonucci lo descrive come una presenza capace di cambiare l’energia di tutto l’ambiente, anche con pochi discorsi, ma sempre incisivi e “destinati a rimanerti dentro”.

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