La scomparsa di Ornella Vanoni, icona della musica italiana, riporta alla luce un aneddoto che aveva fatto sorridere il mondo dello sport. Pochi mesi fa Ange-Yoann Bonny, attaccante dell’Inter, aveva confessato in un’intervista alla Gazzetta la sua passione per la voce dell’artista milanese: una scoperta avvenuta quasi per caso, a casa del suo procuratore.
Bonny aveva descritto la sua emozione ascoltando “L’appuntamento”, definendola “una canzone magica, come segnare un gol”. Vanoni, da sempre tifosa del Milan, aveva risposto con ironia e affetto: “Caro Bonny, è un onore per me. Giuro che non sono più milanista e verrò a vederti giocare a San Siro”.
Un dialogo a distanza diventato simbolo di stima reciproca. Oggi, dopo la morte della cantante a 91 anni, quel ricordo assume un valore ancora più speciale. Vanoni lascia un’eredità artistica immensa, costruita accanto a grandi nomi come Gino Paoli, Paolo Conte, Lucio Dalla e Fabrizio De André. E Bonny, come tanti, continuerà ad ascoltarla.



