Bartesaghi, il “musone” che incanta il Milan: il talento silenzioso che ricorda Serginho

C’è chi cresce a strattoni, spinto dal bisogno di dimostrare. E poi c’è chi sboccia piano, in silenzio, senza chiedere attenzioni. Davide Bartesaghi appartiene alla seconda categoria: uno che non cerca i riflettori, ma che oggi, a 19 anni, si ritrova titolare sulla corsia sinistra del Milan grazie alla sua essenza più pura — lavoro, sacrificio, normalità.

Schivo, introverso, quasi sempre con quell’aria da “musone”. Lantignotti, suo ex tecnico nell’U17 rossonera, lo conosce bene: “Davide è un ragazzo coi piedi per terra. La palla che mette da sinistra, quella che aggira la difesa, ce l’hanno in pochi. Ho capito subito di avere tra le mani qualcuno di speciale”.

Ed è proprio ciò che colpisce di Bartesaghi: la naturalezza con cui esegue gesti tecnici complessi, come se fossero routine. Una visione precoce, un mancino educato, un modo di interpretare la fascia che, a qualcuno, ricorda un nome pesante: Serginho. Non per il carattere — Davide è l’opposto del brasiliano, riservato al limite del timido — ma per quel passo, per quella capacità di incidere senza rumore.

Nel Milan di Allegri rappresenta perfettamente un’idea: il calcio semplice. Niente fronzoli, niente effetti speciali inutili. Solo applicazione, letture pulite, coraggio senza ostentazione. Se oggi è un punto fermo lì a sinistra, lo deve alla sua costanza più che ai lampi. E se domani, come molti prevedono, evolverà da esterno a terzo di difesa, sarà per la naturalezza con cui unisce duelli, posizione e qualità palla al piede.Davide non fa clamore, non riempie i social, non cerca il titolo. E forse è proprio questo il segreto del suo boom: lascia parlare il campo, e il campo — finora — dice che il Milan ha tra le mani un profilo destinato a crescere ancora.

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