L’Italia del volley femminile scrive la storia conquistando il titolo mondiale a Bangkok, battendo la Turchia in una finale spettacolare chiusa 3-2. Un trionfo che arriva 25 anni dopo l’ultimo Mondiale e che conferma la straordinaria continuità delle azzurre, già oro olimpico a Parigi.
Guidate dal tecnico argentino Julio Velasco, simbolo di rinascita e già due volte campione del mondo con la nazionale maschile, le azzurre hanno mostrato coraggio, talento e una forza mentale incredibile. Paola Egonu, Miriam Sylla, la capitana Anna Danesi e la regista Alessia Orro sono state le protagoniste di un’edizione indimenticabile che consacra questa squadra come leggenda.
Non si fanno attendere i riconoscimenti istituzionali: il presidente del Coni Luciano Buonfiglio definisce le ragazze “straordinarie, fantastiche, uniche”, mentre il ministro dello Sport Andrea Abodi parla di “Italia del cuore e della ragione”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invitato la squadra al Quirinale per celebrare un successo che rappresenta orgoglio e simbolo di eccellenza nazionale.
Il trionfo delle azzurre si inserisce in un contesto di crescita dello sport femminile italiano: secondo i dati ISTAT 2024, il 31,5% degli sportivi tesserati in Italia è donna (+7% in dieci anni). Esempio emblematico è il calcio femminile, oggi con quasi 50mila tesserate e un seguito del 40% degli italiani, contro il 6% del 2019. Una crescita sostenuta anche dal professionismo e da investimenti pubblici dedicati, che nel 2025 hanno superato i 4 milioni di euro.
Il mondiale di volley femminile non è solo un successo sportivo, ma un tassello fondamentale nella trasformazione culturale e sociale dello sport italiano.



