Cristiano Ronaldo ha messo fine allo sciopero e l’Al Nassr può tornare alla normalità. Dopo giorni di tensione, il fuoriclasse portoghese è rientrato in gruppo e ha ripreso ad allenarsi con la squadra, chiudendo una protesta che aveva acceso i riflettori sulla gestione del club e sul ruolo del fondo PIF nel calcio saudita.
La rottura era scattata circa una settimana fa, quando CR7 aveva deciso di non partecipare ad allenamenti e partite per manifestare il proprio dissenso verso il Public Investment Fund, proprietario e gestore di più club della Saudi Pro League. Tra i motivi del malumore, secondo le ricostruzioni, ci sarebbe stata la percezione di investimenti non equamente distribuiti tra le squadre controllate dal fondo. In questo contesto, il trasferimento di Karim Benzema all’Al Hilal avrebbe rappresentato il punto di non ritorno, alimentando la frustrazione di Ronaldo per un mercato ritenuto poco favorevole all’Al Nassr.
Ma la protesta non sarebbe stata legata solo alle dinamiche di mercato. Stando a quanto riportato da A Bola, Ronaldo si sarebbe fatto portavoce anche di questioni interne considerate prioritarie: in particolare il pagamento di stipendi arretrati ad alcuni dipendenti e membri dello staff. Non solo: il portoghese avrebbe chiesto e ottenuto anche il reintegro operativo di José Semedo e Simão Coutinho, due dirigenti portoghesi ai quali erano stati ridotti i poteri alla fine di dicembre, con conseguenze dirette sulla gestione della sessione invernale.
Nonostante il ritorno in gruppo, Ronaldo non rientrerà subito tra i convocati. Il cinque volte Pallone d’Oro non potrà infatti essere disponibile per la prossima gara di Champions League asiatica e dovrebbe tornare a disposizione in campionato, nella sfida contro l’Al Fateh in programma nel weekend.
In definitiva, la vicenda si chiude con una linea chiara: CR7 ottiene le garanzie richieste, l’Al Nassr evita una frattura più profonda e la squadra può concentrarsi sugli obiettivi della stagione.



