Marco Tardelli critica apertamente l’attuale gestione della Juventus e punta il dito contro il rapporto tra club e proprietà. L’ex centrocampista bianconero, intervenuto alla presentazione del film documentario “Juventus, Primo Amore” (dedicato ai successi del decennio 1975-1985), ha tracciato un confronto netto tra la Juve di ieri e quella di oggi.
“Oggi manca una proprietà che la ami”
Secondo Tardelli, la differenza principale rispetto al passato è la presenza di una guida “vicina” alla squadra: “Manca qualcuno che ami la Juventus”, ha spiegato, citando l’Avvocato Gianni Agnelli come esempio di proprietà coinvolta e presente. “L’Avvocato non viveva la Juve come un business: gli piaceva stare con i giocatori”, è il senso del suo messaggio.
Il confronto con Andrea Agnelli e la critica all’attualità
Tardelli ha poi aggiunto un riferimento al passato più recente, ricordando Andrea Agnelli: pur ammettendo di non aver avuto un rapporto stretto con John Elkann, l’ex campione del mondo ha sottolineato che in altre epoche “c’era qualcuno con cui poter parlare” e qualcuno “sul campo”.
“Spero la Juve trovi un proprietario”
Nel suo intervento, Tardelli ha anche espresso perplessità sulla direzione societaria attuale, parlando di scelte che non lo convincono e chiudendo con un auspicio chiaro: che la Juventus possa ritrovare una proprietà capace di seguirla con maggiore presenza e passione.
Un intervento destinato a far discutere, perché tocca uno dei temi più sensibili del momento bianconero: identità, guida e rapporto tra club e vertice societario.



